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articoli e pubblicazioni tutela disabili

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Richiesta di trasferimento per assistenza al familiare disabile

20-04-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

No se non sussiste il requisito dell’esclusività

 

Un agente del corpo di polizia penitenziaria chiede il trasferimento in una sede entro i 90 Km. dal luogo di sua residenza, in applicazione del beneficio di cui all’art. 3, 3° comma, della legge n. 104/1992, allo scopo di poter continuare a prestare assistenza alla propria nonna, portatrice di handicap grave. L’amministrazione provvedeva in senso negativo in quanto “da un attento esame degli atti prodotti, il requisito dell’esclusività non sembra sussistere nel caso in esame, in quanto scarsamente documentato. Tale requisito è rilevato dall’Ufficio esaminante, dalle dichiarazioni dei parenti o affini entro il terzo grado del soggetto disabile , attestanti la loro indisponibilità a prestare la necessaria assistenza per motivi oggettivamente rilevanti.

 

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Rimborso di spese mediche per intervento protesico odontoiatrico

10-04-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net

 

No al rimborso se le prestazioni non sono previste dalla normativa vigente

 

La struttura sanitaria pubblica non è in grado di assicurare il tipo d’intervento richiesto dai genitori di una bambina che necessita di apparecchiature ortodontiche e ortopediche indispensabili per la cura della patologia di cui la stessa è affetta, disarmonia delle basi scheletriche mascellari associata a macromandibolia con grave pregiudizio masticatorio e funzionale. I genitori si rivolgono a una struttura privata, ma poi chiedono il rimborso delle spese sostenute, oltre 19.000,00 euro. L’azienda contesta la pretesa, non essendo erogabili le prestazioni proteiche odontoiatriche ai sensi della vigente normativa. Il Tribunale rigetta la domanda. Stessa sorte in appello.

 

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Corresponsione della pensione di invalidità

05-04-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net

 

Il possesso della casa di abitazione non fa parte del reddito

 

 

Con la Sentenza n. 5479/2012, la Cassazione ha bocciato il ricorso dell’Inps, volto a contestare la pronuncia della Corte di Appello di Firenze che, confermando quella di primo grado, aveva riconosciuto il diritto, di un invalido al 100%, a percepire la pensione di invalidità. Già il primo giudice, infatti, accertato il grado di invalidità del ricorrente e la situazione reddituale, aveva stabilito il suo diritto a percepire la pensione di invalidità con condanna dell’lnps all’erogazione delle relative prestazioni. Il giudice di appello confermava, ribadendo l’esistenza dei requisiti per il riconoscimento della pensione di inabilità civile e, in particolare, ritenendo, contrariamente all’assunto dall’ente previdenziale, che, ai fini del riconoscimento delle prestazioni assistenziali in questione, il reddito della casa di abitazione andasse escluso dal reddito imponibile.

 

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Contrassegno disabili

29-02-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Lo utilizza il figlio del disabile per accedere nelle zone a traffico limitato e per parcheggiare gratis non è reato

 

Una ulteriore sentenza della Cassazione, Sentenza n. 7966/2012, che conferma il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, in materia di utilizzazione impropria del contrassegno rilasciato ai disabili. Nel caso di specie si tratta del figlio di un disabile che, pur senza trasportare il padre, espone, sul parabrezza dell’auto, il contrassegno, rilasciato al padre, solo per transitare in zone a traffico limitato e parcheggiare gratis. Il Giudice dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Firenze dichiara non luogo a procedere nei confronti dell’espositore abusivo del contrassegno, in ordine ai reati di sostituzione di persona e truffa continuata, perché i fatti non sussistono, ritenendo che il fatto descritto al capo nell’imputazione, per avere, con varie azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, indebitamente utilizzato in diverse occasioni il permesso per invalidi rilasciato dal Comune di Campi Bisenzio in favore del padre e telepass abbinato, esponendoli sul veicolo nella sua disponibilità, in assenza dell’invalido, permesso grazie al quale, accedeva tramite corsie preferenziali e porte telematiche alla zona a traffico limitata dove parcheggiava senza pagare alcunché, così attribuendosi falsamente per almeno 100 volte lo status di accompagnatore al servizio.

 

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Sosta in uno spazio non consentito di un’autovettura appartenente alla moglie invalida trasportata

21-02-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Anche per chi trasporta invalidi e espone il contrassegno la sosta in deroga non è consentita

 

Non trova posto per parcheggiare l’auto negli spazi previsti per il parcheggio invalidi. Trasporta la moglie invalida e espone il contrassegno, quindi parcheggia in uno spazio non consentito, costituito da una isola di traffico destinata alla canalizzazione dei veicoli. Arriva la multa, che l’automobilista contesta, sul rilievo che l’autovettura, per l’indisponibilità, nella circostanza, di spazi riservati ai portatori di handicap, avrebbe avuto la facoltà di sostare anche in quelli normalmente interdetti alla sosta, ove non determinante situazioni di intralcio o pericolo per la circolazione, secondo quanto avvenuto nel caso di specie, in cui la sosta era avvenuta in un’area posta tra un attraversamento pedonale e i parcheggi a pagamento contrassegnati dalle strisce blu.

 

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Autismo

09-02-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Presentata a Roma la Linea Guida “Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti”

 

Pubblichiamo le Linee guida trattamento disturbi autismo, titolo completo , ”Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti,  presentata a Roma, presso l’Istituto superiore di sanità, e elaborata dal Sistema Nazionale Linee Guida coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità. In linea e in continuità con le conclusioni del documento elaborato dal Tavolo Ministeriale sull’Autismo nel 2008, tale Linea Guida si inserisce all’interno del primo Programma nazionale di ricerca sulla salute mentale nell’infanzia e nell’adolescenza, il Programma Strategico “Un approccio epidemiologico ai disturbi dello spettro autistico”, finanziato dal Ministero della Salute.

 

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Insegnante di sostegno riconoscimento del titolo a accedere alla quota di riserva per invalidità civile

02-02-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Il requisito della disoccupazione deve sussistere al momento della partecipazione al concorso

 

 

L’art. 16 della legge n. 68/1999, al comma 2, stabilisce che i disabili che abbiano conseguito le idoneità nei concorsi pubblici possono essere assunti anche se non versino in stato di disoccupazione e oltre il limite dei posti ad essi riservati nel concorso. Ai sensi di tale norma, un insegnate, invalido civile, impugna innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale della Campania la graduatoria permanente per l’insegnamento di sostegno a minorati psicofisici nella scuola primaria per la parte in cui non gli era stato riconosciuto il titolo a accedere alla quota di riserva per invalidità civile di cui alla legge citata.

 

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La ditta non assume un’invalida

12-01-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Paga il risarcimento

 

 

L’Amministrazione Provinciale di Catanzaro avvia al lavoro una disabile, presso una ditta. Dopo aver ricevuto la comunicazione, la signora si reca presso la sede della società per il colloquio finalizzato all’assunzione, ma la società non la assume. Il Tribunale di Lamezia Terme condanna la ditta al risarcimento dei danni in favore della disabile per la mancata formalizzazione dell’assunzione obbligatoria disposta. La Corte di Appello di Catanzaro conferma la condanna. Il giudice di appello rileva che, in assenza di precise indicazioni sulle modalità di verifica della volontà delle parti di addivenire, a seguito di avviamento al lavoro di soggetto disabile, alla stipulazione del contratto di lavoro, deve farsi riferimento al comportamento tenuto dalle medesime per valutarne la conformità ai canoni di correttezza e buona fede e, alla luce delle circostanze di causa, perviene alla conclusione che il comportamento della società si era rivelato preclusivo della possibilità per l’aspirante, di valutare l’offerta di lavoro e addivenire, eventualmente, alla formalizzazione del relativo contratto, con il conseguente obbligo di risarcimento dei danni derivati dalla mancata assunzione.

 

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Gli invalidi possono sostare nelle zone loro riservate sulle strade

11-01-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Non è consentita invece la sosta sulle isole di traffico

 

Due multe comminate a una invalida per aver violato la segnaletica stradale, sostando su isola di traffico realizzata mediante segnaletica orizzontale, zona interdetta in via assoluta alla sosta e alla fermata. A seguito di opposizione ai verbali di accertamento della violazione, l’automobilista propone opposizione e il Tribunale di Venezia accoglie l’opposizione. Ma, il Comune promuove ricorso per Cassazione. Con la Sentenza n. 168/2012, la Suprema Corte accoglie il ricorso. Il Comune ricorrente deduce la erronea applicazione della disciplina sulla sosta dei veicoli, per avere gli agenti di Polizia municipale accertato, nelle due occasioni, la sosta del veicolo di una invalida su isola di traffico realizzata mediante segnaletica orizzontale, zona interdetta in via assoluta alla sosta e alla fermata.

 

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Megafono per chi non vuol sentire

09-01-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

L’alunno disabile grave ha diritto a un insegnate di sostegno per un numero di ore pari all’orario scolastico

 

Torniamo sul problema delle ore di sostegno cui hanno diritto i disabili gravi. Questa volta a pronunciarsi è il Tar della Sicilia, con la Sentenza n. 20/2012. Dopo e nonostante tutte le sentenze che si sono espresse in modo conforme, quanto al diritto dell’alunno disabile grave a essere assistito da un insegnante di sostegno, con rapporto pari a 1:1, il nuovo anno registra che ci sono Dirigenti Scolastici sordi. Bene, si provvederà a un sostegno anche per loro. Anzi no. Proponiamo che, quando un Dirigente viola palesemente la legge, sia buttato fuori dalla scuola. Perché no ? E’ ora e trapassata che chi dirige una scuola dimostri di conoscere la legge e la rispetti.

 

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Contrassegno per parcheggio disabili

21-11-2011 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Fotocopiato dalla titolare e la copia esposta sull’autovettura del figlio è falso materiale

 

Una disabile è titolare di contrassegno per il parcheggio. Per poter usufruire della possibilità di parcheggio anche quando esce con la vettura del figlio o della futura nuora, pensa bene di fotocopiare l’originale del contrassegno, che figlio e nuora espongono sulle proprie auto. Guarda caso. Capita che le due auto siano parcheggiate vicine. Transitano i vigili urbani e notano che i due contrassegni recano il medesimo numero di serie, quindi si accorgono che si tratta di due fotocopie. Sul momento tutto a posto. Infatti, il Gip del Tribunale di Bari, assolve i due fidanzati dal contestato reato di falso del contrassegno per la sosta delle autovetture destinate al trasporto disabili, perché il fatto non costituisce reato.

 

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Imputato di truffa non si presenta in udienza adducendo che la fissazione dell’udienza coincide con

28-10-2011 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Il diritto alla salute è fondamentale il giudice doveva rinviare l’udienza

La motivazione con cui il giudice di primo grado ha disatteso, all’udienza l’allegato impedimento dell’imputato a comparire in giudizio per motivi di salute, è radicalmente viziata. In punto di diritto è pacifico che il diritto alla salute non sopporta di essere degradato pur in presenza di altri beni di rilievo costituzionale. In tema di impedimento dell’imputato a comparire al dibattimento deve ritenersi idonea a documentare l’effettiva sussistenza di un impedimento assoluto a comparire la certificazione sanitaria dalla quale emerga che lo stesso trovi causa in un motivo di salute, effettivo e attuale, quale che sia il grado di pericolo che la malattia in atto comporta, poiché il diritto alla salute, costituzionalmente riconosciuto quale fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, non può essere sottoposto a graduazioni o essere misurato nella sua entità, ma deve essere garantito nella sua interezza.

 

News - 15 / 05 / 2012

Il medico fa un certificato di proroga della prognosi sulla base di una telefonata della paziente

 

Si configura il reato di falso in atto pubblico

 

Un medico visita una paziente, poi, a distanza di quattro giorni dalla visita, la paziente con una telefonata chiede al medico di prorogare la prognosi e il medico acconsente senza peraltro procedere a nuova visita. Il medico viene accusato del reato previsto dall’art. 480 cod. pen. “Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati o in autorizzazioni amministrative” e la paziente del reato di cui all’art. 489 cod. pen “Uso di atto falso”. La Corte di Appello di Milano ribalta la pronuncia di primo grado, che aveva assolto entrambi gli imputati rispettivamente per difetto dell’elemento soggettivo e per insufficienza della prova di colpevolezza. Entrambi gli imputati hanno promosso ricorso per Cassazione, ma, con la Sentenza n. 18687/2012, la Corte ha rigettato ambedue i ricorsi.

Dimesso dal reparto di psichiatria dell’ospedale torna a casa e uccide la madre

 

Nessuna responsabilità dei sanitari

 

Due medici sono imputati di concorso in omissione in atti del proprio ufficio, per avere, l’uno, quale dirigente di servizio di diagnosi e cura e, l’altro, quale dirigente medico di un ospedale, indebitamente rifiutato un atto del proprio ufficio consistito nell’avere omesso di procrastinare il ricovero di un paziente, nonostante le sollecitazioni dei genitori, i quali avevano a segnalare la pericolosità del figlio, che già in una occasione aveva aggredito la madre. L’evento di pericolo poi si verica con l’omicidio della madre commesso dal figlio dopo le dimissioni dall’ospedale. I

Reato di bancarotta

 

E’ bancarotta documentale semplice se la tenuta delle scritture contabili è stata affidata a un professionista inadempiente

La mancata tenuta delle scritture contabili o la loro tenuta irregolare, ove non sia provato il dolo richiesto dall’articolo 216 della legge fallimentare, non può che configurare la più lieve fattispecie di cui all’articolo 217, ovvero bancarotta semplice. In particolare, l’affidamento a soggetti estranei all’amministrazione dell’azienda della tenuta delle scritture e dei libri contabili, laddove appunto non sia dimostrato il dolo “qualificato” di cui all’art. 216, che non può essere presunto, non può che rilevare a titolo di colpa, sotto il profilo o della scelta inadeguata del professionista incaricato, o del mancato controllo. Così la Cassazione con la Sentenza n. 18697/2012.

Sanzione dell’avvertimento nei confronti di due avvocati

 

Hanno usato espressioni sconvenienti nei confronti di una collega

 

Innanzi al Tribunale di Padova si svolge un giudizio, instaurato da una avvocato, per la modifica delle condizioni di separazione personale nei confronti dalla moglie. I due avvocati difensori della moglie si lasciano andare all’uso di un’espressione “infelice” nei confronti di una collega, non parte in causa nel giudizio, definendola “amante” dell’avvocato ricorrente. Per tale motivo, ai due avvocati viene inflitta, dal Consiglio dell’Ordine, la sanzione dell’avvertimento, per violazione dei doveri di lealtà e correttezza nonché di quello relativo al divieto di espressioni sconvenienti e offensive contro un collega. La sanzione è confermata dal Consiglio Nazionale Forense.

Licenziamento per crisi aziendale

 

A carico del lavoratore la prova del repèchage

 

Nella giurisprudenza di legittimità è consolidato il principio secondo il quale in tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo determinato da ragioni tecniche, organizzative e produttive, compete al giudice, che non può, invece, sindacare la scelta dei criteri di gestione dell’impresa, espressione della libertà di iniziativa economica tutelata dall’art. 41 Cost., il controllo in ordine all’effettiva sussistenza del motivo addotto dal datore di lavoro, in ordine al quale il datore di lavoro ha l’onere di provare, anche mediante elementi presuntivi e indiziari, l’impossibilità di una diversa utilizzazione del lavoratore in mansioni diverse da quelle precedentemente svolte, tale prova, tuttavia, non deve essere intesa in modo rigido, dovendosi esigere dallo stesso lavoratore che impugni il licenziamento una collaborazione nell’accertamento di un possibile “repèchage”, mediante l’allegazione dell’esistenza di altri posti di lavoro nei quali egli poteva essere utilmente ricollocato e conseguendo a tale allegazione l’onere del datore di lavoro di provare la non utilizzabilità nei posti predetti.

Risarcimento del danno da incidente stradale

 

Termini di prescrizione

 

Nel caso in cui l’illecito civile sia considerato dalla legge quale reato, ma il giudizio penale non sia stato promosso, anche se per mancata presentazione della querela, l’eventuale, più lunga prescrizione prevista per il reato, si applica anche all’azione di risarcimento, a condizione che il giudice civile accerti, incidenter tantum, e con gli strumenti probatori e i criteri propri del procedimento civile, la sussistenza di una fattispecie che integri gli estremi di un fatto - reato in tutti i suoi elementi costitutivi, soggettivi e oggettivi e la prescrizione stessa decorre dalla data del fatto, stante che la chiara lettera dell’art. 2947, c. 3, c.c., a tenore della quale se il fatto è considerato dalla legge come reato, e per il reato è stabilita una prescrizione più lunga, questa si applica anche all’azione civile, ciò non consente la diversa interpretazione, secondo cui tale maggiore termine sia da porre in relazione con la procedibilità del reato.

Responsabilità medica

 

Nessuna responsabilità se la paziente non ha osservato le prescrizioni mediche non assumendo i medicinali

 

I congiunti di una donna deceduta convenivano in giudizio, innanzi al Tribunale di Milano una Azienda sanitaria per sentirla dichiarare responsabile, a titolo contrattuale o extracontrattuale, per il decesso della congiunta avvenuto dopo due visite domiciliari della guardia medica, nelle persone di due dottori che, ad avviso dei ricorrenti, avevano sottovalutato le gravi condizioni della paziente, senza provvedere al ricovero ospedaliero. La paziente decedeva il giorno successivo alla seconda visita per complicazioni respiratorie da infezione polmonare.