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articoli e pubblicazioni tutela ambiente

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I rifiuti di Roma

07-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Responsabilita’ e rispetto dei ruoli

 

Su richiesta del Prefetto di Roma, e come concordato con Regione, Provincia e Comune, abbiamo avviato una verifica tecnica: a) sulle iniziative in corso per “allineare” Roma agli obiettivi stabiliti dalle leggi nazionali per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti, b) sui vincoli ambientali dei 7 siti individuati dalla Regione per la discarica in sostituzione di Malagrotta, dopo che l’8 marzo scorso il Ministero dei Beni Culturali, e l’Autorità di Bacino del Tevere avevano bocciato la proposta del sito di Corcolle avanzata dal Prefetto.

 

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Installazione di un impianto di verniciatura industriale senza la prescritta autorizzazione

23-04-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

E reato anche se l’impianto non è in funzione

 

Il Tribunale di Piacenza ha affermato la colpevolezza del socio di una ditta in ordine al reato di cui agli art. 269 e 279, comma 1, del D. Lgs n. 152/2006, a lui ascritto per avere installato un impianto comportante emissioni in atmosfera senza la prescritta autorizzazione. Il giudice di merito ha accertato la installazione di un impianto di verniciatura industriale in un capannone della azienda non munito della prescritta autorizzazione e ha affermato che, indipendentemente dall’effettiva messa in funzione dell’impianto, costituisce reato ai sensi dell’art. 279, comma 1, del D. Lgs n. 152/2006 la sua installazione senza che fosse stata richiesta l’autorizzazione.

 

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Energia da fonti rinnovabili

12-04-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net

 

Illegittimità costituzionale della legge Regione Veneto laddove prevede un limite alla produzione di energia da fonti rinnovabili sul territorio regionale

 

Con la Sentenza n. 85/2012, la Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzione di alcune norme inserite nella Legge Regione Veneto n. 7/2011. Si tratta degli articoli 4, comma 1, e 15, commi 1 e 2. La questione è stata sollevata dal Presidente del Consiglio dei Ministri che ritiene tali norme in contrasto con gli artt. . 41 e 117 della Costituzione. L’art. 4, comma 1, della legge citata prevede che nelle more dell’emanazione del decreto del Ministero dello sviluppo economico di cui all’articolo 8 bis del decreto legge n. 208/ 2008, “Misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell’ambiente” convertito in legge con modificazioni dalla legge 27 febbraio 2009, n. 13 e della approvazione di uno specifico stralcio del Piano energetico regionale di cui all’articolo 2 della legge regionale n. 25 /2000, “Norme per la pianificazione energetica regionale, l’incentivazione del risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia”, relativo alla produzione di energia da fonti rinnovabili, da parte del Consiglio regionale e, in ogni caso, non oltre il 31 dicembre 2011, non possono essere rilasciate autorizzazioni alla realizzazione e all’esercizio di impianti fotovoltaici a terra in area agricola di potenza di picco superiore a 200kWp, di impianti di produzione di energia alimentati da biomassa di potenza elettrica superiore a 500kWe, nonché di quelli alimentati a biogas e bioliquidi di potenza elettrica superiore a 1.000kWe.

 

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Coltiva semi di mais geneticamente modificato

22-03-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Può farlo ma previo assenso della Regione

 

Il progresso è servito. Sulle nostre tavole prodotti geneticamente modificati. La natura è munifica, ci mette a disposizione tutto il necessario per la soddisfazione delle nostre necessità alimentari. Ma, ai produttori non basta. Si mettono a coltura organismi geneticamente modificati. Attenzione , tuttavia, tali produzioni sono sottoposte a controllo e a placet da parte della Regione. Infatti, la coltivazione di prodotti geneticamente modificati può essere legittima, ma, non è sufficiente utilizzare semi ogm provvisti di autorizzazione al commercio, essendo necessaria la richiesta alla Regione per il permesso di coltivarli, secondo quanto previsto dalla normativa italiana. Necessitano apposite autorizzazioni ministeriali e il rispetto di determinate procedure. Ciò è quanto ha ribadito dalla Cassazione, con la Sentenza n. 11148/2012.

 

 

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Svolgimento di interpellanze urgenti

03-03-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Iniziative per la bonifica del territorio dall’amianto

 

 

Pubblichiamo l’Interpellanza dell’On. Miotto in merito alle iniziative per la bonifica del territorio dall’amianto.

Presidente. L’onorevole Lenzi ha facoltà di illustrare l’interpellanza Miotto concernente iniziative per la bonifica del territorio dall’amianto di cui è cofirmataria.
Donata Lenzi. Signor Presidente, la recente sentenza del tribunale di Torino che ha riguardato il caso dell’Eternit ha riacceso l’attenzione dei mezzi di informazione su un problema grave che affligge il nostro Paese da decenni e che presenta molti aspetti che non riguardano onestamente solo il suo Ministero ma toccano tutte le attività di Governo ed è diffuso in tutta Italia.
L’uso dell’amianto nella costruzione degli edifici è stato nel nostro Paese lungo almeno vent’anni.

 

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Decreto Rotte

01-03-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Con nuovo limite di 2 miglia, mai più “inchini” sotto costa verso stop Grandi navi a San Marco e Giudecca

 

Dopo il disastro della Concordia è stato firmato il decreto rotte, che era rimasto congelato in attesa di. Il Ministero dell’Ambiente ha emanato un Comunicato in cui si annuncia la firma del decreto. Mai più “inchini” in aree protette, vulnerabili o di rilevante pregio paesaggistico, a cominciare dalla laguna di Venezia e dal Santuario dei cetacei tra Sardegna, Italia e Francia. Maggiore sicurezza in mare e rafforzamento della tutela dei beni ambientali.

 

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Fusti Gorgonia

22-02-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

La task force del ministero dell’Ambiente dispone analisi su acqua e pesci

 

Un programma di analisi ambientali delle acque ma anche di ricerca di eventuali contaminazioni della catena alimentare, la cui valutazione è di competenza delle autorità sanitarie, è stato disposto dalla task force istituita in gennaio dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, sull’incidente dei bidoni tossici della nave Eurocargo Venezia al largo dell’isola della Gorgona (Livorno). I risultati delle rilevazioni, condotte mediante tecnologie altamente specializzate come robot sottomarini in grado di ispezionare un fondale che supera i 400 metri di profondità, hanno consentito finora di individuare sul fondale del Tirreno un primo gruppo di diverse decine di fusti.

 

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Auto inservibile abbandonata in strada

20-02-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net

E’ un rifiuto e va rimosso dal proprietario

 

 

Tanto per aumentare l’impatto dell’emergenza rifiuti, un cittadino pensa bene di disfarsi della propria auto, ormai inservibile, abbandonandola in strada. Ma, il Comune gli ingiunge la rimozione, a cui, il cittadino non adempie, per questo, in sede di appello è confermata la condanna inflitta al cittadino accusato di avere violato l’art. 255 co. 3 in reI. art 192 D.L.vo 152/06 per non avere ottemperato all’ordinanza dirigenziale con la quale il comune di Gorizia gli aveva intimato di rimuovere l’autovettura Fiat Uno da lui abbandonata e di provvedere al corretto smaltimento del rifiuto predetto.

 

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Processo Eternit

13-02-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

16 anni di reclusione ai manager della Eternit condannati per disastro ambientale doloso e omissione volontaria di cautele antinfortunistiche

In attesa delle motivazioni della sentenza del tribunale di Torino, anticipiamo che i due manager della multinazionale Eternit, lo svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Jean-Louis de Carthier de Marchienne sono stati condannati a sedici anni di reclusione ciascuno per disastro ambientale doloso e omissione volontaria di cautele antinfortunistiche. Una pagina storica di giurisprudenza, ha affermato il pm Raffaele Guariniello, commentando le conclusioni del Tribunale. Anche il Ministro della salute Balduzzi ha espresso soddisfazione per la sentenza, per non parlare delle associazioni ambientaliste che hanno visto la loro vittoria e hanno commentato che la sicurezza non può essere considerata un costo per le imprese.

 

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Realizzazione di impianto fotovoltaico

18-01-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

La semplice copertura con pannelli fotovoltaici di un parcheggio non lede le bellezze naturali del paesaggio

 

Il Ministero per i beni e le e le attività culturali ha promosso appello al Consiglio di Stato, avverso la pronuncia con cui il Tar della Puglia aveva accolto il ricorso proposto da una società, proprietaria di un complesso turistico balneare sito nel Comune di Porto Cesareo, volto all’annullamento del provvedimento  della Soprintendenza per i beni architettonici, il paesaggio e il patrimonio storico e artistico di Brindisi, Taranto e Lecce, recante annullamento dell’autorizzazione comunale rilasciata per l’installazione di un impianto fotovoltaico su una struttura metallica a copertura dell’area adibita a parcheggio. Il provvedimento oggetto del giudizio di primo grado è stato motivato dalla Soprintendenza in ragione della mancata ponderazione, da parte del Comune, dell’impatto che l’intervento, visibile dai principali punti di osservazione delle aree circostanti, avrebbe avuto sull’ambiente interessato.

 

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Contaminazione della falda acquifera sottostante una discarica

02-01-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Il Comune procede alla bonifica e non è pregiudiziale individuare il responsabile dell’ inquinamento

 

L’Agenzia ambientale della Provincia di Udine rileva l’esistenza di una situazione di alterazione delle acque di falda presso un pozzo, situato nell’ambito di una discarica e afferma che non è stato possibile determinare l’origine di tali alterazioni, per la presenza nell’area di varie discariche nella titolarità di soggetti diversi. Il Comune chiede e ottiene un finanziamento regionale affinché, in applicazione dell’art. 250 del D. Lgs. 152/2006 secondo cui in assenza dell’individuazione dei soggetti responsabili dell’ inquinamento e di iniziative del proprietario del sito, il Comune effettua le operazioni di bonifica delle aree inquinate quale soggetto attuatore dell’intervento e, per questo, incarica una società di redigere il cosiddetto piano di caratterizzazione propedeutico alla successiva bonifica del sito.

 

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Discarica abusiva di rifiuti

14-12-2011 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Condannato il Sindaco

 

Si salva, per prescrizione del reato, il Sindaco di un piccolo Comune imputato di aver realizzato, in un’area gestita dallo stesso Comune, un’attività di deposito di rifiuti. La responsabilità del Sindaco è stata affermata perché il medesimo non aveva fatto rimuovere i rifiuti abbandonati da terzi. L’imputato ha promosso ricorso per Cassazione e, con la Sentenza n. 46332/2011, la Suprema Corte ha dichiarato il reato estinto per prescrizione. Tuttavia, il ricorso sarebbe infondato. Infatti, il ricorrente assume che l’area non era stata adibita a discarica e che solo periodicamente, a scadenza di alcuni mesi, l’Ufficio tecnico predisponeva una proposta di spesa per la rimozione dei rifiuti abbandonati in nell’area da terzi. Solo dopo il sopralluogo il ricorrente aveva saputo che in quel sito erano abbandonati i rifiuti.

 

News - 15 / 05 / 2012

Il medico fa un certificato di proroga della prognosi sulla base di una telefonata della paziente

 

Si configura il reato di falso in atto pubblico

 

Un medico visita una paziente, poi, a distanza di quattro giorni dalla visita, la paziente con una telefonata chiede al medico di prorogare la prognosi e il medico acconsente senza peraltro procedere a nuova visita. Il medico viene accusato del reato previsto dall’art. 480 cod. pen. “Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati o in autorizzazioni amministrative” e la paziente del reato di cui all’art. 489 cod. pen “Uso di atto falso”. La Corte di Appello di Milano ribalta la pronuncia di primo grado, che aveva assolto entrambi gli imputati rispettivamente per difetto dell’elemento soggettivo e per insufficienza della prova di colpevolezza. Entrambi gli imputati hanno promosso ricorso per Cassazione, ma, con la Sentenza n. 18687/2012, la Corte ha rigettato ambedue i ricorsi.

Dimesso dal reparto di psichiatria dell’ospedale torna a casa e uccide la madre

 

Nessuna responsabilità dei sanitari

 

Due medici sono imputati di concorso in omissione in atti del proprio ufficio, per avere, l’uno, quale dirigente di servizio di diagnosi e cura e, l’altro, quale dirigente medico di un ospedale, indebitamente rifiutato un atto del proprio ufficio consistito nell’avere omesso di procrastinare il ricovero di un paziente, nonostante le sollecitazioni dei genitori, i quali avevano a segnalare la pericolosità del figlio, che già in una occasione aveva aggredito la madre. L’evento di pericolo poi si verica con l’omicidio della madre commesso dal figlio dopo le dimissioni dall’ospedale. I

Reato di bancarotta

 

E’ bancarotta documentale semplice se la tenuta delle scritture contabili è stata affidata a un professionista inadempiente

La mancata tenuta delle scritture contabili o la loro tenuta irregolare, ove non sia provato il dolo richiesto dall’articolo 216 della legge fallimentare, non può che configurare la più lieve fattispecie di cui all’articolo 217, ovvero bancarotta semplice. In particolare, l’affidamento a soggetti estranei all’amministrazione dell’azienda della tenuta delle scritture e dei libri contabili, laddove appunto non sia dimostrato il dolo “qualificato” di cui all’art. 216, che non può essere presunto, non può che rilevare a titolo di colpa, sotto il profilo o della scelta inadeguata del professionista incaricato, o del mancato controllo. Così la Cassazione con la Sentenza n. 18697/2012.

Sanzione dell’avvertimento nei confronti di due avvocati

 

Hanno usato espressioni sconvenienti nei confronti di una collega

 

Innanzi al Tribunale di Padova si svolge un giudizio, instaurato da una avvocato, per la modifica delle condizioni di separazione personale nei confronti dalla moglie. I due avvocati difensori della moglie si lasciano andare all’uso di un’espressione “infelice” nei confronti di una collega, non parte in causa nel giudizio, definendola “amante” dell’avvocato ricorrente. Per tale motivo, ai due avvocati viene inflitta, dal Consiglio dell’Ordine, la sanzione dell’avvertimento, per violazione dei doveri di lealtà e correttezza nonché di quello relativo al divieto di espressioni sconvenienti e offensive contro un collega. La sanzione è confermata dal Consiglio Nazionale Forense.

Licenziamento per crisi aziendale

 

A carico del lavoratore la prova del repèchage

 

Nella giurisprudenza di legittimità è consolidato il principio secondo il quale in tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo determinato da ragioni tecniche, organizzative e produttive, compete al giudice, che non può, invece, sindacare la scelta dei criteri di gestione dell’impresa, espressione della libertà di iniziativa economica tutelata dall’art. 41 Cost., il controllo in ordine all’effettiva sussistenza del motivo addotto dal datore di lavoro, in ordine al quale il datore di lavoro ha l’onere di provare, anche mediante elementi presuntivi e indiziari, l’impossibilità di una diversa utilizzazione del lavoratore in mansioni diverse da quelle precedentemente svolte, tale prova, tuttavia, non deve essere intesa in modo rigido, dovendosi esigere dallo stesso lavoratore che impugni il licenziamento una collaborazione nell’accertamento di un possibile “repèchage”, mediante l’allegazione dell’esistenza di altri posti di lavoro nei quali egli poteva essere utilmente ricollocato e conseguendo a tale allegazione l’onere del datore di lavoro di provare la non utilizzabilità nei posti predetti.

Risarcimento del danno da incidente stradale

 

Termini di prescrizione

 

Nel caso in cui l’illecito civile sia considerato dalla legge quale reato, ma il giudizio penale non sia stato promosso, anche se per mancata presentazione della querela, l’eventuale, più lunga prescrizione prevista per il reato, si applica anche all’azione di risarcimento, a condizione che il giudice civile accerti, incidenter tantum, e con gli strumenti probatori e i criteri propri del procedimento civile, la sussistenza di una fattispecie che integri gli estremi di un fatto - reato in tutti i suoi elementi costitutivi, soggettivi e oggettivi e la prescrizione stessa decorre dalla data del fatto, stante che la chiara lettera dell’art. 2947, c. 3, c.c., a tenore della quale se il fatto è considerato dalla legge come reato, e per il reato è stabilita una prescrizione più lunga, questa si applica anche all’azione civile, ciò non consente la diversa interpretazione, secondo cui tale maggiore termine sia da porre in relazione con la procedibilità del reato.

Responsabilità medica

 

Nessuna responsabilità se la paziente non ha osservato le prescrizioni mediche non assumendo i medicinali

 

I congiunti di una donna deceduta convenivano in giudizio, innanzi al Tribunale di Milano una Azienda sanitaria per sentirla dichiarare responsabile, a titolo contrattuale o extracontrattuale, per il decesso della congiunta avvenuto dopo due visite domiciliari della guardia medica, nelle persone di due dottori che, ad avviso dei ricorrenti, avevano sottovalutato le gravi condizioni della paziente, senza provvedere al ricovero ospedaliero. La paziente decedeva il giorno successivo alla seconda visita per complicazioni respiratorie da infezione polmonare.