articoli e pubblicazioni diritto tributario
Contributo unificato
17-04-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Ha natura tributaria quindi le controversie in materia sono devolute al giudice tributario
L’opposizione con cui si fanno valere asseriti vizi della cartella di pagamento emessa in esito a iscrizione a ruolo del contributo unificato previsto dall’art. 9 d.p.r. 115/2002, rientra nella competenza giurisdizionale del giudice tributario, in quanto il contributo unificato in oggetto ha natura di entrata tributaria e il controllo della legittimità delle cartelle esattoriali, configurante questi atti di riscossione e non di esecuzione forzata, spetta, quando le cartelle riguardino tributi, al giudice tributario. Lo hanno ribadito le Sezioni Unite della Cassazione con la Sentenza n. 5994/2012.
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Ipoteche
12-04-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Equitalia non può iscrivere ipoteche se il debito è minore di € 8.000
L’ipoteca è preordinata alla realizzazione del credito. Infatti, l’ipoteca, al pari del fermo amministrativo, risulta preordinata all’espropriazione forzata e, quindi, mezzo di realizzazione del credito. Se ne ricava che le controversie in tema di fermo di beni mobili di cui all’art. 86 del D.P.R. n. 602/1973, appartengono alla giurisdizione delle Commissioni Tributarie solo se il fermo è stato eseguito a garanzia del soddisfacimento di crediti di natura tributaria. Allo stesso modo le controversie in tema d’iscrizione ipotecaria rientrano nella giurisdizione delle Commissioni solo nel caso in cui siano state effettuate per ottenere il pagamento d’imposte o tasse.
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Dichiarazione infedele
12-04-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Per la configurazione del reato non è necessaria la verifica del conseguimento di un profitto da parte del contribuente
Per quanto attiene al delitto di dichiarazione infedele, il reato è commesso quando, al fine di evadere le imposte, in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte siano stati indicati elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo, sempre che l’imposta evasa superi i limiti e la percentuale prevista nell’art. 4 del d.lgs n. 74/2000. Infatti la giurisprudenza ha chiarito che per la configurazione del delitto è sufficiente che la dichiarazione presentata ai fini IVA contenga elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo o elementi passivi fittizi e che sussistano le altre condizioni previste in relazione all’ammontare dell’imposta evasa e degli elementi attivi sottratti alla imposizione, fatto che assicura che la condotta infedele accertata sia qualitativamente tale da arrecare all’amministrazione finanziaria un nocumento sostanziale e non solo formale, seppure non è richiesto necessariamente per il perfezionamento del reato l’evento di danno.
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Società impiega collaboratori “in nero”
11-04-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Si all’accertamento induttivo
In tema di accertamento delle imposte, l’art. 39 del d.P.R. n. 600 del 1973 fa salva la possibilità di desumere l’esistenza di attività non dichiarate, facendo ricorso a presunzioni semplici. Ne consegue l’ammissibilità dell’accertamento induttivo del reddito, pur in presenza di scritture contabili formalmente corrette, qualora la contabilità possa essere considerata complessivamente e essenzialmente inattendibile, in quanto confliggente con l’accertamento della presenza di “forza lavoro” non dichiarata. Così la Cassazione con l’ Ordinanza n. 5731/2012.
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Ha la residenza a Montecarlo ma la sede principale dei suoi affari e interessi economici è in Italia
04-04-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Paga l’Irpef
Montecarlo paradiso fiscale ? No se l’imprenditore vi ha solo la residenza ma il centro dei suoi affari è in Italia. Ai fini del prelievo Irpef, infatti, rileva il luogo dove il contribuente ha i suoi interessi economici e morali. Lo ha ribadito la Cassazione con la Sentenza n. 5382/2012. Promuove ricorso per Cassazione, dopo essere stato raggiunto da un avviso di accertamento Irpef, avverso la pronuncia con cui la Commissione Tributaria Regionale della Toscana aveva rigettato il suo appello avverso la pronuncia di primo grado che aveva respinto il ricorso introduttivo, limitandosi a ridurre il reddito imponibile.
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Nella dichiarazione dei redditi indica un codice attività errato
04-04-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
L’accertamento basato sugli studi di settore è nullo
La procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli standards in sé considerati, meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditività, ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell’accertamento, con il contribuente.
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Medico che usa beni strumentali sofisticati e tecnologicamenre avanzati e si avvale del supporto di
03-04-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Paga l’Irap
E’ nota l’interpretazione costituzionalmente orientata per cui, quanto all’Irap, il presupposto dell’imposta è costituito da una attività autonomamente organizzata. Il requisito dell’autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito e è insindacabile in sede di legittimità, se congruamente motivato, sussiste quando il contribuente che esercita attività di lavoro autonomo è, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non è quindi inserito in strutture organizzative riferibili a altrui responsabilità e interesse, nonché quando il responsabile dell’organizzazione impiega beni strumentali eccedenti le quantità che, secondo l’ “id quod plerumque accidit, costituiscono nell’attualità il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività anche in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.
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Consistente credito Iva derivante da operazioni inesistenti
29-03-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Legittimo il sequestro preventivo per equivalente del fondo comune d’investimento di proprietà degli indagati
La vicenda sottoposta all’esame della Cassazione e risolta con la Sentenza n. 11917/2012, secondo l’ipotesi accusatoria contestata in atti e posta a base del decreto di sequestro preventivo per equivalente del fondo comune d’investimento di proprietà di due coniugi indagati, trae origine dalla dichiarazione dei redditi presentata telematicamente da un’impresa con sede in San Giuseppe Vesuviano, in cui era esposto un credito per un anno di imposta, fondato su acquisti mai avvenuti per un importo di euro 730.000.000,00, cui corrispondeva un credito fittizio per Iva pari ad Euro 146.000.000,00.
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Mancato pagamento dell’Irap
22-03-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Non è reato poiché l’Irap non è un’imposta sui redditi in senso tecnico
La legge non conferisce rilevanza penale all’eventuale evasione dell’imposta regionale sulle attività produttive, non trattandosi di un’imposta sui redditi in senso tecnico e, le dichiarazioni costituenti l’oggetto materiale del reato di cui all’art. 2 del D.Lgs. n. 74/2000, “dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”, sono solo le dichiarazioni dei redditi e le dichiarazioni annuali Iva, al riguardo si veda la Circolare n. 154/2000 del Ministero delle Finanze, che motiva l’esclusione della dichiarazione Irap con la natura reale di tale imposta, che, pertanto si considera non incidente sul reddito. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 11147/2012.
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Tarsu
14-03-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
La deve pagare anche l’Università Pontificia
Una Università Pontificia contesta la cartella di pagamento della tassa sui rifiuti, invocando il famigerato Concordata tra la Chiesa Cattolica e lo Stato Italiano, di cui poco si parla, ma che andrebbe rivisitato, anzi, andrebbe abolito. Vero che con L’Unità d’Italia sono stati tolti alla Chiesa tutti i beni e le proprietà, vero anche che alla Chiesa è stato restituito il mal tolto in misura maggiore di quanto possedeva. Ma, poi la Chiesa Cattolica Italiana, ovvero lo Stato Vaticano non è una vera e propria holding ? Che altro vuole.
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Immobile inagibile
13-03-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Ici al 50%
In tema di Ici e, nell’ipotesi di immobile inagibile, inabitabile e di fatto inutilizzato, l’imposta va ridotta al 50 per cento e, pertanto, va pur sempre corrisposta, sia pure in misura dimidiata, ai sensi dell’art. 8, co. 1, del decreto legislativo n. 504/1992, per il tempo in cui l’immobile è inagibile. Lo ha affermato la Cassazione con l’ Ordinanza n. 4004/2012.
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Locazione dello Stadio comunale
07-03-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Il Comune non può detrarre l’Iva
Il Comune di Perugia detrae l’Iva con riguardo alla costruzione e manutenzione di parcheggi, anche tramite una società di servizi a partecipazione comunale, nonché allo stadio comunale e alla locazione dello stadio alla società calcistica cittadina. L’ufficio tributario notifica al Comune una rettifica, relativa all’Iva.
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