articoli e pubblicazioni diritto penale
Imputabilità di minori
11-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Il minore deve poter aspirare a un proscioglimento nel merito
Il giudice delle indagini preliminari non può pronunciare il non luogo a procedere nei confronti di in minore indagato per reati penali senza le garanzie offerte da un giusto processo. E’ questo il principio affermato dalla Cassazione con la Sentenza n. 18052/2012. Il caso in esme riguarda due minori chiamati a rispondere di concorso nel delitto di lesioni. Il gip presso il tribunale per i minorenni di Trento ha dichiarato non luogo a procedere nei confronti diei due indagati in quanto non imputabili perché infraquattordicenni al momento del fatto.
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Opinioni espresse dai parlamentari
11-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Sindacabilità
La Tutela accordata al parlamentare è limitata alle opinioni espresse o agli atti compiuti, che presentino un chiaro nesso funzionale con il concreto esercizio delle funzioni parlamentari, pur se svolte in forme non tipiche o “extra moenia” L’esimente sussiste, quindi, in caso di attività del parlamentare espletata fuori del Parlamento, soo se la critica sia connessa alla sua funzione, essendo sostanzialmente riproduttiva di un’opinione espressa in sede parlamentare e quindi legata da nesso funzionale con quest’ultima, della quale abbia finalità divulgativa. Così la Cassazione con la Sentenza n. 17700/2012.
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Scontro tra ultras e polizia
11-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Un ultras condannato per devastazioni e lesioni a un pubblico ufficiale
Dopo l’uccisione da parte di un poliziotto di un tifoso laziale, a Roma si verifica una vera e propria guerriglia urbana, tra manifestanti delle tifoserie delle squadre di calcio della Roma e della Lazio e la polizia. Un ultras, uno dei primi a scatenare la “guerriglia”, viene condannato per devastazione e saccheggio, porto di oggetti attti a offendere, nonché per lesioni in danno di un pubblico ufficiale, raggiunto da un calcio sferrato dal tifoso. La Corte di appello di Roma, quale giudice del rinvio a seguito di annullamento da parte della Cassazione della sentenza emessa da altra sezione della Corte territoriale, ha applicato, in parziale riforma della sentenza di primo grado, l’attenuante dell’aver agito per suggestione di una folla in tumulto, ha ridotto la pena e confermato nel resto la sentenza del Giudice per le Indagini preliminari del locale Tribunale.
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Sentenza di non luogo a procedere
10-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Il Gup non può emettere sentenza di non luogo a procedere se vi è possibilità in sede dibattimentale di esperire indagini volte a superare le incertezze emerse nell’udienza preliminare
A un medico in servizio presso il pronto soccorso dell’ospedale di Varese, è stato mosso l’addebito di aver sottovalutato il rischio dell’evento emorragico intracranico conseguente alla caduta accidentale di una paziente settantenne affetta da leucemia, sottoposta a trattamento chemioterapico e anticoagulante. Gli si imputa di aver omesso di richiedere una Tac cranica e di non aver trattenuto la paziente per il tempo sufficiente per verificare le possibili complicanze emorragiche conseguenti alle ferite riportate a seguito di caduta accidentale. A seguito di tali errori, insorgeva a distanza di alcune ore emorragia endocranica che determinava la morte. Il Gup emette sentenza di non luogo a procedere nei confronti dell’imputato in ordine al reato di omicidio colposo.
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Uso di gruppo di sostanze stupefacenti
09-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
A determinate condizioni non è reato
Per escludere il rilievo penale della condotta di “uso di gruppo” si richiede che l’acquirente-mandatario, il quale opera materialmente o conclude le trattative di acquisto, sia anche lui uno degli assuntori, che sia certa fin dall’inizio l’identità dei componenti il gruppo, nonché manifesta la comune e condivisa volontà di procurarsi la sostanza destinata al paritario consumo personale e si sia del pari raggiunta un’intesa in ordine al luogo e ai tempi del relativo consumo e che gli effetti dell’acquisizione traslino direttamente in capo agli interessati, senza passaggi mediati. Così la Cassazione con la Sentenza n. 17396/2012.
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Misure cautelari
08-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
La custodia cautelare in carcere non è l’unica misura per chi fa parte di un’associazione dedita al traffico di stupefacenti
Due sentenze della Cassazione che giustificano la sostituzione della misura cautelare in carcere con pene più miti. Si tratta della Sentenza n. 1710/2012 e della Sentenza n. 1712/2012. Due indagati per associazione dedita al traffico di stupefacenti, un uomo nel primo caso, una donna di origine rom nel secondo. Nel primo caso, il Tribunale della Libertà di Catanzaro ha dichiarato inammissibile il ricorso avverso l’ordinanza del Gup che aveva rigettato la richiesta di collocamento in comunità avanzata ex art. 89 del DPR 309/90. nel secondo caso, invece, sempre il Tribunale della Libertà di Catanzaro, accogliendo parzialmente l’appello della donna ha sostituito la misura della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari, in base all’ ordinanza_239_2011 della Corte costituzionale .
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Malore dopo aver mangiato focacce al tonno con batteri acquistate in un supermercato
08-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Chi è responsabile ?
Acquistano delle focacce al tonno in un supermercato, poi tornano a casa e le mangiano. Dopo averle mangiate avvertono sintomi di malore, per cui si recano all’ospedale e fanno anche analizzare parte delle focacce rimaste che risultano piene di batteri. Il Tribunale di Pisa ha affermato la colpevolezza della legale rappresentante del supermercato, in ordine al reato di cui all’art. 5, primo comma lett. d), della L. n. 283/1962 a lei ascritto perché, nella qualità di legale rappresentante del Supermercato, deteneva per la vendita focacce farcite con tonno contenenti batteri nocivi per la salute.
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Bancarotta fraudolenta per distrazione
07-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
L’amministratore di diritto risponde penalmente dei reati commessi dall’amministratore di fatto
Secondo consolidato insegnamento della giurisprudenza di legittimità, in tema di bancarotta fraudolenta patrimoniale, l’amministratore di diritto risponde penalmente dei reati commessi dall’amministratore di fatto, sia se abbia agito di comune accordo con lui, sia in virtù dei principi generali che regolano la responsabilità penale. Da un canto, infatti, l’art. 40, secondo comma c.p. stabilisce che non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo, dall’altro è obbligo degli amministratori vigilare sul generale andamento della gestione, nonché fare quanto in loro potere per impedire il compimento di atti pregiudizievoli, ovvero eliminarne o attenuarne le conseguenze dannose.
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Narcotraffico internazionale
07-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Il reato di offerta di vendita di droga non sussiste nell’ipotesi di desistenza volontaria
Il Tribunale di Palermo, giudicando un cittadino venezuelano, la cui posizione processuale era stata separata da quella dei numerosi coimputati italiani e stranieri, già giudicati, ha assolto l’imputato perché il fatto non sussiste, dalla contestata accusa di concorso in illecito tentativo di importazione in Italia di una ingente quantità di cocaina (compresa tra 100 e 200 chili di sostanza) da acquisirsi in Venezuela a cura dello stesso venezuelano, narcotrafficante internazionale operante il quel Paese e da far pervenire nel porto di Palermo, mediante dissimulato trasporto navale, a un “cartello” di acquirenti formato da esponenti della criminalità italiana attivi a Bari.
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Estradizione
07-05-2012 di Studio Legale Law info@studiolegalelaw.net
Il fatto che l’imputato eserciti il diritto di difesa non può essere interpretato come rinuncia tacita al principio di specialità in quanto la rinuncia tacita non è ammissibile
La Corte di appello di Bari, confermava la sentenza del Tribunale di Bari, che aveva condannato un cittadino alla pena di anni due e mesi sei di reclusione ed euro. 1.000,00 di multa per il reato di ricettazione di un modulo di passaporto e di timbri giudiziari falsi. Il giudice di appello respingeva le censure mosse in punto di improcedibilità dell’azione penale, essendo stato l’imputato tratto a giudizio per un reato diverso da quello oggetto del decreto di estradizione dalla Francia, osservando che la persona estradata non aveva lasciato il territorio nazionale dopo la scadenza dei 45 giorni successivi al suo rilascio definitivo, come previsto dall’art. 14 della Convenzione Europea di estradizione.
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Guida in stato di alterazione psicofisica correlata all’uso di sostanze stupefacenti e investe un pedone causandone il decesso
04-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Lo stato di intossicazione e quello di alterazione sono nozioni diverse e l’assenza di evidenza del primo non esclude l’altro
Un automobilista è stato chiamato a rispondere dei reati di omicidio colposo per aver investito alle un pedone cagionandone la morte e per il reato di cui all’art. 187 del codice della strada per essersi messo alla guida del suo veicolo in stato di alterazione psicofisica correlata all’uso di sostanze stupefacenti, cannabinoidi e cocaina. A seguito di giudizio celebrato con rito abbreviato, il gup lo condannava alla pena di giustizia per l’omicidio colposo e lo assolveva dalla contravvenzione rilevando che il referto del pronto soccorso escludeva espressamente l’esistenza di segni clinici di attuale intossicazione da alcol o da sostanze stupefacenti, attestando lo stato di coscienza integro dell’automobilista. La Corte di appello di Brescia, in parziale riforma, riteneva invece l’imputato colpevole anche del reato di cui all’art. 187 e lo condannava alla pena di tre mesi di arresto e 1600,00 euro di ammenda e la sospensione della patente di guida per sei mesi. Il giudice di appelllo rilevava che nei confronti dell’imputato era stato effettuato non solo l’analisi delle urine ma anche l’analisi del sangue, entrambi con esito positivo alla cocaina e ai cannabinoidi.
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Infortunio sul lavoro
04-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Anche a fronte della condotta abnorme del lavoratore il datore di lavoro è sempre responsabile
È nota e pacifica la giurisprudenza di legittimità secondo cui la eventuale imprudenza del lavoratore non elide il nesso di causalità allorché l’incidente si verifichi a causa del lavoro svolto e per l’inadeguatezza delle misure di prevenzione. È evidente, infatti, che la prospettazione di una causa di esenzione da colpa che si richiami alla condotta imprudente del lavoratore, non rileva allorché chi la invoca versa in re illicita, per non avere negligentemente impedito l’evento lesivo, che è conseguito, nella specie, dall’avere la vittima operato in condizioni di rischio note all’azienda e non eliminate da chi rivestiva la posizione di garanzia. Chi è responsabile della sicurezza del lavoro deve avere sensibilità tale da rendersi interprete, in via di prevedibilità, del comportamento altrui. In altri termini, l’errore sulla legittima aspettativa che non si verifichino condotte imprudenti da parte dei lavoratori non è invocabile, non solo per la illiceità della propria condotta omissiva, ma anche per la mancata attività diretta ad evitare l’evento, imputabile a colpa altrui, quando si è nella possibilità di impedirlo.
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