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articoli e pubblicazioni diritto di famiglia

:: Diritto di famiglia

Il suocero da in comodato la casa coniugale ai futuri sposi

14-02-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Con la separazione e la mancata assegnazione alla moglie della casa coniugale cessa il comodato

 

L’articolo 1810 cod. civ. regola il “Comodato senza determinazione di durata” e stabilisce che, se non è stato convenuto un termine né questo risulta dall’uso a cui la cosa doveva essere destinata, il comodatario è tenuto a restituirla non appena il comodante la richiede. Applicando tale norma, il Tribunale di Vasto accoglie la domanda di un suocero nei confronti della nuora separata, condannando la stessa al rilascio immediato dall’abitazione, concessa in comodato, occupata sine titulo dalla nuora. Infatti, il suocero aveva concesso in comodato la casa perché la comodataria era in procinto di diventare sua nuora, ma, dopo quindici anni e intervenuta la separazione dal coniuge, il suocero aveva inutilmente comunicato alla stessa le proprie necessità di rientrare nella disponibilità della casa che la nuora continuava a abitare l’immobile sine titulo, infatti i coniugi si erano separati e alla nuora non era stato concessi il diritto di abitazione nella casa coniugale.

 

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Comportamenti aggressivi della madre nei confronti dei figli per impedire i contatti con il Padre

10-02-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Si può configurare il reato di lesioni personali

 

 

L’articolo 610 cod. pen. “Violenza privata” punisce con la reclusione fino a quattro anni chiunque, con violenza o minaccia costringe altri a fare, tollerare o omettere qualche cosa. La Corte di Appello di Catanzaro confermava l’assoluzione di una madre dai delitti di maltrattamenti e violenza privata a lei ascritti, escludendo l’abitualità di maltrattamenti e il dolo del reato, essendo risultato che le condotte aggressive della madre nei confronti dei figli erano limitate all’occasione in cui questi sentivano per telefono o incontravano il padre dal quale la donna si era separata e che tali condotte costituivano conseguenza del disagio psichico creato alla stessa per effetto della separazione. Questa è nuova. Disagio psichico della madre a causa della separazione, ritorsioni nei confronti dei figli.

 

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Separazione con addebito alla moglie

08-02-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Affido condiviso del figlio minore e no all’assegnazione alla moglie della casa coniugale

 

 

Anche se il giudice, nell’interesse del minore, decide per l’affido condiviso con collocazione presso la madre, a questa può non essere assegnata la casa coniugale, laddove il minore stesso, ascoltato, dichiara di trovarsi bene nella casa del nuovo compagno della madre. L’affido condiviso può essere disposto anche se il minore mostra una sorta di rifiuto nei confronti del padre. Così la Cassazione, con la Sentenza n. 1787/2012, conferma la pronuncia di appello, rigettando il ricorso, promosso dalla madre avverso la stessa pronuncia.

 

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Accordi patrimoniali sottoscritti dalle parti in sede di separazione

25-01-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net

Invalidi per illiceità della causa gli accordi con i quali i coniugi hanno fissato in sede di separazione il regime giuridico patrimoniale in vista del futuro divorzio

Bene o male, è il giudice che decide. Devono considerarsi invalidi per illiceità della causa gli accordi con i quali i coniugi hanno fissato, in sede di separazione, il regime giuridico patrimoniale in vista del futuro divorzio e, in ogni caso, le precedenti determinazioni anche convenzionali dell’assegno di mantenimento in sede di separazione non vincolano il giudice del divorzio nell’esercizio del suo potere discrezionale in merito all’attribuzione e alla quantificazione dell’assegno. In breve, la volontà delle parti non fa testo. Accadde in Italia. Due coniugi, all’epoca della separazione avevano convenuto di definire ogni rapporto patrimoniale sorto in pendenza di matrimonio, anche con riferimento alla divisione di beni e partecipazioni a qualsiasi titolo in comune tra i coniugi, mediante il trasferimento della proprietà della casa coniugale a favore della moglie e il versamento da parte del marito di una somma di denaro complessiva una tantum. Secondo gli accordi, tale pattuizione doveva essere osservata anche in sede di divorzio. Ma, la moglie ci ripensa e, in sede di divorzio, chiede l’assegnazione della casa coniugale e la corresponsione di un assegno mensile rivalutabile di € 2.582,28.

 

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Genitori separati e il figlio minore rifiuta i contatti

20-01-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Legittimo l’affidamento al Comune

 

 

Separazione tra due coniugi che si rimpallano reciprocamente l’addebito. Tutto normale, se non ci fosse di mezzo il figlio minore costretto a subire la situazione. Il tribunale di Catania pronuncia la separazione giudiziale dei coniugi, rigettando le domande di reciproco addebito, affida al padre il figlio minore, questa è una novità, dispone che la madre contribuisca al mantenimento di questo per un importo di Euro 150,00 mensili e condanna il marito a corrispondere alla moglie assegno di mantenimento di Euro 150,00. Pari e patta. La madre non si rassegna e propone appello.

 

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Mantenimento diretto dei figli

20-01-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Non è la conseguenza immediata della legge sull’affido condiviso

 

La legge n. 54/2006 ha introdotto la disciplina dell’affidamento condiviso. Già la scelta del termine è significativa, rispetto all’espressione tradizionale, contenuta nella legge di divorzio dopo la riforma del 1987, “affidamento congiunto”: non solo affidamento a entrambi, ma fondato sul pieno consenso di gestione, sulla condivisione. Ciò tuttavia non esclude che il minore possa essere prevalentemente collocato presso uno dei genitori, anche se l’altro dovrà avere ampia possibilità di vederlo e tenerlo con sé. L’assunto secondo il quale con la riforma del 2006 il contributo diretto da parte di ciascuno dei genitori costituirebbe la regola, quale conseguenza diretta dell’affido condiviso, non può essere accolto.

 

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La figlia maggiorenne e laureata rifiuta di lavorare nell’azienda del padre

17-01-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Legittima la revoca dell’assegno di mantenimento

 

 

La figlia maggiorenne rifiuta di lavorare nell’azienda paterna, dove lavorano i fratelli. Stop all’assegno di mantenimento. La ex lamenta danni psico fisici dovuti all’infedeltà del marito. Richiesta respinta. Per il resto tutto uguale. La moglie ha diritto a godere del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. Questa regola assurda continua a prevalere. Nel caso di specie, la moglie percepisce un reddito di 2.000 euro al mese. Non le bastano. Ma non è uno sputo in faccia a chi con un reddito di molto inferiore deve “tirare a campare” ? La ex promuove ricorso per Cassazione avverso la pronuncia con cui la Corte di appello di Napoli, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha ridotto ad euro 1.600,00 mensili l’assegno già imposto, per euro 5.000,00 mensili al ex coniuge per il mantenimento della moglie, ha inoltre revocato l’assegnazione a quest’ultima della casa coniugale.

 

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A seguito di una terapia medica subisce una riduzione della fertilità

13-01-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Il matrimonio è annullabile se la moglie era all’oscuro della vicenda

 

 

La Corte di appello di Roma, in riforma della sentenza di primo grado, ha dichiarato la nullità del matrimonio concordatario contratto tra due coniugi per vizio del consenso della moglie. Infatti, risultava che durante un ricovero ospedaliero per curare una grave affezione nefritica, il coniuge aveva subito un trattamento con in farmaco, tra i cui possibili effetti collaterali figura la azoospermia, con conseguente compromissione della capacità di generare; che tale evento si era di fatto verificato, avendo il consulente tecnico d’ufficio concluso che il marito, al momento del matrimonio, era affetto da una grave e significativa riduzione della capacità fecondante, ancorché potenzialmente reversibile; che il marito aveva taciuto alla moglie i riflessi sulla fertilità che la cura farmacologica praticatagli poteva avere; che entrambi desideravano la nascita di figli.

 

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Divorzio

13-01-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Il giudice che dichiara il divorzio deve tener conto degli accordi intercorsi tra i coniugi ins sede di separazione

 

In sede di separazione, i coniugi stabiliscono che l’immobile, adibito a casa coniugale verrà posto in vendita a terzi con modalità che i coniugi stessi stabiliranno di comune accordo, quando i figli trasferiranno altrove la loro residenza e quindi tale abitazione non sarà di loro necessità. Il giudice che dichiara la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario, contratto tra i due coniugi, accerta l’insussistenza di alcun obbligo di mantenimento in favore della moglie e dei due figli e la mancanza del diritto all’assegnazione della casa coniugale, riconosciuto loro in sede di separazione consensuale. La ex non si oppone alla richiesta accessoria di cessazione dell’assegno di mantenimento del figlio divenuto autosufficiente, ma chiede invece, in via riconvenzionale, un assegno di mantenimento in favore dell’altra figlia e un assegno divorzile per se stessa, oltre all’assegnazione della casa coniugale. Il giudice pone a carico dell’ex marito l’obbligo di versare all’ex moglie la somma mensile di euro 200,00 per il mantenimento della figlia convivente, rigettando ogni altra domanda.

 

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Madre giovane e immatura

12-01-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Non sufficienti a far dichiarare lo stato di abbandono e l’adottabilità

 

Oggi è un giorno memorabile. Che il nuovo anno sia iniziato bene con riguardo al diritto di famiglia ? La Sentenza n. 322/2012 ha negato a una moglie la pretesa di entrare nel possesso di un immobile acquistato dal marito in vista della separazione. Ora, la Sentenza n. 330/2012, dichiara che l’immaturità psicologica di una giovane madre non giustifica l’adottabilità del figlio minore. Il Tribunale per i Minorenni di Roma dichiara lo stato di adottabilità del minore riconosciuto solo dalla giovane madre. Ma, la Corte di Appello, ribalta la pronuncia, dichiarando l’insussistenza dello stato di abbandono del minore, revocando la sospensione della potestà della madre e la nomina del tutore provvisorio, nonché l’affidamento del minore al servizio sociale e la sua collocazione in casa famiglia. Tutto bene ? No, ci si mette di mezzo il Procuratore generale presso la Corte di appello di Roma che promuove ricorso per Cassazione avverso la sentenza di appello, ma, la Suprema Corte rigetta il ricorso.

 

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Immobile acquistato dal marito poco prima della separazione

12-01-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Non entra nella comunione dei beni

 

 

La moglie è in agguato, ma questa volta le va male. Stanno per separarsi e il marito acquista, con soldi propri, un immobile per andarvi a abitare dopo la separazione. La moglie pare consenziente. La nuova casa è solo del marito. Ma, poi ci ripensa. Il marito l’ha acquistata prima della separazione, quindi entra nella comunione legale. Il Tribunale di Trieste respinge, con addebito di spese processuali, la domanda svolta dalla moglie per sentir accertare la comunione legale su tale immobile. Il Tribunale rileva che, nell’atto pubblico di acquisto, figura la dichiarazione di assenso della moglie alla esclusione dell’immobile dal regime di comunione legale. La Corte di Appello di Trieste conferma la natura strettamente personale dell’immobile, destinato a abitazione del marito dopo la separazione in fieri, risultante dalla conforme dichiarazione della moglie intervenuta in sede di rogito. Quest’ultima non ci sta e promuove ricorso per Cassazione.

 

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Assegni familiari all’ex coniuge

12-01-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Non costituiscono causa di riduzione dell’assegno di mantenimento

 

Gli assegni familiari, corrisposti direttamente dal datore di lavoro, non hanno natura giuridica omogenea alla retribuzione del soggetto onerato dell’assegno di mantenimento. Questi vanno, infatti, corrisposti ex lege al coniuge affidatario della prole e non debbono essere conteggiati in sede di liquidazione dell’assegno di mantenimento, ai sensi dell’ art. 211, della Legge 19 maggio 1975, n. 151, il quale dispone che “il coniuge cui i figli sono affidati ha diritto in ogni caso a percepire gli assegni familiari per i figli, sia che agli stessi abbia diritto per un suo rapporto di lavoro, sia che degli stessi sia titolare l’altro coniuge”.

 

News - 17 / 02 / 2012

Il Condominio appalta i lavori per porre rimedio alle infiltrazioni d’acqua provenienti dal terrazzo

 

Per errori di esecuzioni dei lavori alcuni condomini subiscono danni al loro appartamento risponde solo la ditta appaltatrice

In materia di appalto, l’appaltatore esplica l’attività che conduce al compimento dell’ opus perfectum in piena autonomia, con propria organizzazione e a proprio rischio, apprestando i mezzi adatti e curando le modalità esecutive per il raggiungimento del risultato. Ciò, in linea di principio, non solo esclude la configurabilità di un rapporto institorio tra committente e appaltatore, ma implica anche che solo l’appaItatore debba, di regola, ritenersi responsabile dei danni derivati a terzi nella dall’ esecuzione dell’opera. Il principio è stato ribadito dalla Cassazione con la Sentenza n. 2363/2012.

Alcune persone si contendono la proprietà di un cortile

 

A chi appartiene stante che le risultanze catastali né gli atti di vendita sono univoci ?

 

L’affermazione di principio, secondo cui le risultanze catastali devono cedere a quelle dei titoli, può essere corretta e dirimente solo nel caso in cui queste ultime siano univoche e non si prestino a incertezze intepretative, nel qual caso, invece, i dati catastali degli immobili oggetto di alienazione, ove riportati negli stessi non a fini meramente indicativi, ma identificativi dell’immobile trasferito, possono valere a integrare il contenuto del negozio e a individuare il bene oggetto dello stesso, secondo la volontà delle parti. Questa la regola enunciata dalla Cassazione con la Sentenza n. 2369/2012. Il caso è complesso. Alcune persone si contendono un cortile chiuso da un portone avente accesso attraverso un portico, con numero civico.

Lavoratore licenziato per aver scritto una missiva di protesta al datore di lavoro

 

Il licenziamento è illegittimo in quanto sproporzionato ma non ritorsivo

 

Una lettera, destinata a conoscenza interna, quand’anche contenga un’elencazione di fatti non provati, può non essere considerata talmente grave, in riferimento al contenuto oggettivamente non denigratorio dei fatti, da comportare il recesso dal rapporto, poiché le esigenze di tutela della struttura gerarchica aziendale devono essere contemperate con il diritto costituzionale di manifestazione del pensiero e in particolare con il diritto di critica, nel quadro della valutazione di tutte le circostanze del caso, così escludendosi, non solo la giusta causa tale da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto, ma anche il notevole inadempimento degli obblighi contrattuali che integra il giustificato motivo soggettivo. Pertanto, il licenziamento intimato a seguito della missiva di una lavoratrice che contesta l’operato del datore di lavoro è illegittimo in quanto sproporzionato, ma che sia di natura ritorsiva deve essere fornita la prova da parte della lavoratrice.

Bancarotta distrattiva

 

Configura il reato dismettere parte del patrimonio aziendale

 

Nella bancarotta per distrazione, il dolo assume carattere di dolo generico, infatti, il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione non richiede il dolo specifico e si perfeziona con il dolo generico, ovvero la consapevole volontà di dare al patrimonio sociale una destinazione diversa da quella di garanzia delle obbligazioni contratte. Sulla base di tale principio, con la Sentenza n. 6491/2012, la Cassazione ha rigettato, il ricorso, promosso da un imprenditore, avverso la pronuncia di appello che, confermando quanto deciso in primo grado, lo aveva condannato alla pena di giustizia in quanto riconosciuto colpevole del delitto di bancarotta distrattiva, qualificato bancarotta preferenziale e dichiarato inabilitato dall’ esercizio di imprese commerciali e incapace di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per lo durata di anni 10.

Infortunio sul lavoro decesso di un operaio

 

La responsabilità è del datore di lavoro

 

In caso di infortunio sul lavoro che causa il decesso di un operaio, la responsabilità è ascrivibile al datore di lavoro laddove questi ha omesso di rispettare l’obbligo di farsi carico della sicurezza dei propri dipendenti, fornendo agli stessi precise informazioni sui rischi esistenti e sulle misure concordate e istruzioni sulle modalità delle operazioni, ciò, anche quando l’infortunio si verifica nell’ambito di un lavoro eseguito sulla base di un impegno di fatto e in assenza di un vero e proprio appalto stipulato con il committente.

Le dichiarazioni dei redditi dei ministri

 

Pubblicate on line

 

 

Sono stati pubblicati e quindi possiamo prendere visione, on line, nei siti internet dei vari ministeri i redditi_dei_ministri dell’attuale governo. C’è una sezione, dedicata al ministro e denominata “scheda di trasparenza” che ci dice quanto ha dichiarato di percepire un ministro. Attenzione, quanto ha dichiarato al fisco, non quanto percepisce effettivamente. Ci fidiamo ? Beh, che male c’è, tanto siamo già alla frutta, quindi apprendere cha anche un ministro del Governo è un evasore, non ci scandalizza. Anche perché, poi, è difficile da apprendere. Sta a vedere che la finanza mette mano a controllare i redditi dei ministri.

News - 16 / 02 / 2012

Risarcimento del danno patrimoniale

 

La cassazione continua a ribadire che il risarcimento va personalizzato anche se liquidato in via equitativa

 

In tema di liquidazione dei diversi aspetti o voci di cui l’unitaria categoria del danno non patrimoniale si compendia l’applicazione dei criteri di valutazione equitativa, rimessa alla prudente discrezionalità del giudice, deve consentirne, sia in caso di adozione del criterio equitativo puro che di applicazione di criteri predeterminati e standardizzati, la maggiore approssimazione possibile all’integrale risarcimento. A tal fine i criteri di liquidazione adottati dal giudice debbono essere pertanto idonei a garantire la così detta personalizzazione del danno. E’ già stato affermato, dalla costante giurisprudenza di legittimità, che le tabelle del Tribunale di Milano risultano essere, in ragione della loro “vocazione nazionale” in quanto maggiormente testate statisticamente, idonee a essere assunte quale criterio generale di valutazione che, con l’apporto dei necessari e opportuni correttivi ai fini della personalizzazione del ristoro, consente di pervenire alla relativa determinazione in termini maggiormente congrui, sia sul piano dell’effettività del ristoro del pregiudizio che di quello della relativa perequazione, nel rispetto delle diversità proprie dei singoli casi concreti, sul territorio nazionale.

Condominio opere di manutenzione straordinaria del cortile comune

 

La ripartizione delle spese dipende dalle opere da realizzare

I proprietari di unità immobiliari comprese in un condominio  hanno domandato, al Tribunale di Milano, di accertare e dichiarare la nullità della delibera assembleare, nella parte in cui aveva ripartito tra i condomini, in base ai millesimi di proprietà, la spesa per le opere di manutenzione straordinaria del cortile comune. Essendo il cortile destinato a servire i comproprietari in misura diversa, fungendo anche da copertura delle sottostanti autorimesse di proprietà individuale, il criterio di ripartizione delle spesa avrebbe dovuto conformarsi alla diversa regola di cui all’art. 1123, secondo comma, cod. civ. ai sensi del quale, in materia di ripartizione delle spese condominiale, se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell’uso che ciascuno può farne.

Duello a armi non pari in discoteca per una ragazza

 

Si tratta di tentato omicidio ?

 

Mentre sta ballando in una discoteca con un ragazza, viene aggredito dall’ex della ragazza, che usando un coltello lo ferisce in modo grave. L’aggressore è tratto in arresto con l’imputazione di tentato omicidio. Il Tribunale riteneva che il compendio indiziario, che fondava l’addebito mosso a carico dell’indagato, era rappresentato dal contenuto della denuncia presentata dalla persona offesa; dalle dichiarazioni dello stesso indagato; dalle sommarie informazioni testimoniali rese da un amico della vittima, presente ai fatti, dal barman e dall’addetto alla clientela della discoteca; dalle dichiarazioni rese dalla ragazza contesa.

Regioni interessate da calamità naturali

 

Dalla Consulta no all’incremento dei tributi per le regioni interessate da calamità naturali che vanno a reintegrare le risorse del fondo Nazionale di Protezione Civile

 

Tutta da leggere la Sentenza n. 22/2012, emessa dalla Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 2, comma 2-quater, del decreto legge n. 225/2010,  “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie”, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 26 febbraio 2011, n. 10, nella parte in cui introduce i commi 5-quater e 5-quinquies, primo periodo, nell’art. 5 della legge n. 225/1992 “Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile”, promossi dalle Regioni Liguria, Basilicata, Puglia, Marche, Abruzzo e Toscana.

Da caporeparto a semplice commesso

 

E’ demansionamento e va risarcito il danno da dequalificazione professionale

 

Lavora per anni nel supermercato di una società della grande distribuzione con la qualifica di responsabile di reparto di macelleria. Ma, è un dipendente “scomodo” fruisce dei permessi di cui allalegge n. 104/1992. Così, quando chiede di essere trasferito nel supermercato della città in cui risiede, nell’erroneo convincimento che quest’ultimo appartenesse alla medesima società, questa approfitta dell’occasione e interpreta la domanda quale domanda di dimissioni. Un’altra società lo invitata a prendere servizio presso il supermercato sito nel luogo di residenza del lavoratore, che, in via cautelativa prende servizio, impugnando, tuttavia, il licenziamento comunicatogli dalla prima società, non avendo egli giammai presentato le dimissioni.

Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato

 

Per escludere l’applicazione della misura cautelare va dimostrato che l’ente ha posto a disposizione dello Stato il profitto conseguito e che ha adottato un modello organizzativo idoneo alla prevenzione dei reati

 

Il Decreto Legislativo n. 231/2001 “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle societa’ e delle associazioni anche prive di personalita’ giuridica, all’articolo 9, comma 2, dispone le sanzioni interdittive per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato, che sono sono la sanzione pecuniaria; l’interdizione dall’esercizio dell’attivita’; la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito; il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione; l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi; il divieto di pubblicizzare beni o servizi.

Riconoscimento dello status di rifugiato

 

Si al clandestino che fugge dal suo paese perché perseguitato per motivi religiosi

 

Pratiche tribali che facciamo fatica a comprendere, eppure esistono tutt’ora presso alcune tribù. Quando il capo tribù muore, un parente prossimo è destinato a essere sacrificato durante i funerali per purificare al capo defunto la strada per l’al di là” e per mantenere con lo stesso un rapporto ultraterreno. Tale parente, era stato allertato sull’imminente pericolo. Rivoltosi alla polizia locale, questa si era limitata a consigliargli di fuggire perché i sacrifici umani rientrano nella tradizione di ogni singola regione e non determinano violazione deIle norme dello stato ghanese. Tuttavia, con la fuga il parente del capo sarebbe divenuto un nemico della sua famiglia e dell’intera sua etnia e rischiava lo stesso di essere ucciso anche se ormai, probabilmente, qualcun altro era stato sacrificato in sua vece durante la cerimonia funebre del capo villaggio deceduto.

Convivenza intollerabile

 

Si alla separazione dei coniugi

 

 

L’art. 151 cod. civ. dispone, al comma 1, che la separazione può essere chiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio alla educazione della prole, al comma 2, che il giudice, pronunciando la separazione, dichiara, ove ne sussistano le circostanze e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio. La norma è stata così novellata dalla legge n. 151/1975. Nella formulazione originaria era previsto che i comportamenti quali adulterio,abbandono, sevizie, eccessi, minacce o ingiurie gravi, fossero punibili con l’istanza di separazione per colpa.

Assegno di mantenimento

 

Signori siate pronti a pagare

 

La moglie ha difficoltà a reperire un’occupazione adeguatamente remunerativa, percependo solo una retribuzione di tre euro l’ora da un “call center”. Il marito è obbligato a corrispondere l’assegno
di mantenimento, anche se in misura ridotta. Di nuovo dalla Cassazione una pronuncia a favore della moglie. Sentenza n. 2275/2012. Già stabilito in primo e secondo grado, l’obbligo del marito a corrispondete l’assegno di mantenimento per moglie e figlio. Il marito promuove ricorso per Cassazione, ma la Corte conferma le pronunce del Tribunale e della Corte di Appello di Roma.