articoli e pubblicazioni diritto civile
Risarcimento del danno non patrimoniale per la morte di un congiunto
11-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Il riferimento è costituito dalle tabelle alla data di liquidazione
Il Tribunale di Pistoia liquida in favore della madre e dei fratelli di una deceduta a seguito di incidente stradale, il danno biologico iure hereditatis e il danno morale, nonché gli esborsi. La Corte di Appello di Firenze, in parziale accoglimento del gravame interposto dai congiunti del defunto in relazione alla liquidazione del danno biologico iure hereditatis liquida il danno non patrimoniale, ritenendo in questo compresi il pregiudizio derivante dalla lesione all’integrità della famiglia e il così detto danno morale, le diverse somme, calcolate secondo i criteri tabellari applicati al tempo della sentenza di primo grado. Avverso tale pronuncia il congiunti della vittima hanno promosso ricorso per Cassazione, accolto dalla Suprema Corte con la Sentenza n. 7272/2012.
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L’avvocato chiede la prededucibilità di un credito per prestazioni professionali
10-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
No alla prededucibilità se le attività dell’avvocato si sono rivelate inutili se non dannose per la massa fallimentare
ll Tribunale di Vicenza rigettava l’opposizione allo stato passivo del fallimento di una società in liquidazione proposta dall’avvocato, per ottenere l’ammissione in prededuzione del proprio credito per prestazioni professionali, svolte per la consulenza extragiudiziale e l’assistenza del debitore nell’ambito di una procedura di concordato preventivo, incluso un subprocedimento ex art. 173 legge fallimentare e in occasione della sua reiterazione, a seguito di rinuncia alla prima domanda.
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Nullità del contratto
10-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
La domanda di nullità del contratto deve essere ritualmente formulata
Il Tribunale di Milano respingeva la domanda proposta da un uomo nei confronti del proprio figlio unico, con cui era stata chiesta la revoca per ingratitudine delle donazioni di partecipazioni societarie fatte al convenuto sotto forma di cessioni di quota, vendita, aumenti di capitale. Il giudice
rilevava che si trattava di donazioni di natura remuneratoria. Il gravame proposto dal padre veniva respinto dalla Corte d’appello di Milano, che osservava che la nullità delle donazioni era stata tardivamente eccepita in sede di conclusioni del giudizio di appello, che le donazioni erano remuneratorie perché integrative del compenso versato al convenuto in relazione all’attività svolta nella società di famiglia, che non sussisteva comportamento ingiurioso, considerati i tesi rapporti tra le parti e la condotta del padre, che aveva rifiutato di comunicare al figlio, fino a costringerlo all’azione giudiziaria, i dati indispensabili per le denunce fiscali.:: Leggi l’articolo
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Esercizio abusivo della professione di odontoiatra
09-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
L’Associazione Nazionale Dentisti Italiani non ha diritto ad alcun risarcimento
Due odontoiatri vengono accusati e condannati per esercizio abusivo della professione. L’Associazione Nazionale Dentisti Italiani agisce in giudizio per ottenere il ristoro dei danni patrimoniali subiti per la concorrenza sleale dei due odontoiatri, ovvero al fine di tutelare l’interesse esponenziale dell’Associazione per i propri associati all’esercizio esclusivo della professione da parte dei soggetti abilitati, ciò essendo il fine istituzionale dell’Associazione e, dall’altro, a ristorare il danno patrimoniale, causato dalla concorrenza sleale subita nel contesto fiorentino dai professionisti iscritti all’Associazione.
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Danno esistenziale
08-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Non risarcibile quale autonoma categoria di danno
Con la Sentenza n. 6930/2012, la Cassazione torna a pronunciarsi sull’annosa questione della risarcibilità del danno esistenziale quale autonoma categoria di danno alla persona ribadendo che non è ammissibile nel nostro ordinamento l’autonoma categoria di danno esistenziale, inteso quale pregiudizio alle attività non remunerative della persona, stante che ove nella stessa si ricomprendano i pregiudizi scaturenti dalla lesione di interessi della persona di rango costituzionale, ovvero derivanti da fatti-reato, gli stessi sono già risarcibili ai sensi dell’art. 2059 cod. civ., interpretato in modo conforme a Costituzione, con la conseguenza che la liquidazione di una ulteriore posta di danno comporterebbe una duplicazione risarcitoria, ove nel danno esistenziale si intendesse includere pregiudizi non lesivi di diritti inviolabili della persona, tale categoria sarebbe del tutto illegittima, posto che simili pregiudizi sono irrisarcibili, in virtù del divieto di cui all’art. 2059 cod. civ.”
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Infrazioni al codice della strada circola su corsie preferenziali
08-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
La contestazione immediata non è d’obbligo
Circola con il proprio automezzo impegnando corsie riservate alla circolazione del trasporto pubblico. Ovviamente si vede recapitare il verbale di accertamento per la violazione delle norme del codice della strada. L’automobilista promuove opposizione ma sia il Giudice di Pace, sia il Tribunale rigettano l’opposizione. L’automobilista promuove allora ricorso per Cassazione, ma, con la Sentenza n. 7014/2012, la Suprema Corte rigetta il ricorso.
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Incidente stradale
08-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Risarcibile il danno da fermo tecnico
Con riferimento al danno subito dal proprietario dell’autovettura danneggiata a causa della impossibilità di utilizzarla durante il tempo necessario alla sua riparazione, è stato affermato che è possibile la liquidazione equitativa del danno stesso anche in assenza di prova specifica, rilevando a tal fine la sola circostanza che il danneggiato sia stato privato del veicolo per un certo tempo, anche a prescindere dall’uso effettivo a cui lo stesso era destinato. L’autoveicolo è, difatti, anche durante la sosta forzata, fonte di spesa, tassa di circolazione, premio di assicurazione, in ogni caso sopportata dal proprietario e è altresì soggetto a un naturale deprezzamento di valore.
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Anziana donna muore precipitando dalla finestra della casa di cura
08-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
No al risarcimento del danno non patrimoniale alla figlia
Una anziana donna, ospite di una casa di cura perché affetta da morbo di Alzheimer, precipita dalla finestra e decede. La figlia conviene in giudizio la casa di cui reclamando il risarcimento del danno non patrimoniale subito a causa della perdita della madre, in quanto attribuisce la responsabilità del tragico evento alla casa di cura. Ma, la domanda viene rigettata sia in primo che in secondo grado. In particolare, il giudice di secondo grado ha ritenuto che, non sussistendo un’ipotesi di responsabilità contrattuale, non fosse applicabile l’inversione dell’onere probatorio, l’evento era da considerarsi imprevedibile e, pertanto, nessun rimprovero poteva essere mosso all’organizzazione della casa di riposo.
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Il cliente sottoscrive la procura a margine della citazione
07-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Deve pagare la parcella all’avvocato
La Corte di Appello di Lecce, a modifica della sentenza di primo grado, ha accolto la domanda per il pagamento di competenze professionali proposta da un avvocato nei confronti di una ditta per l’attività di difesa svolta in un giudizio davanti al Giudice di pace di Ceglie Messapica. La Corte di appello ha ritenuto che l’avvocato aveva svolto nel suddetto giudizio attività di codifensore insieme a un altro legale e non di semplice procuratore domiciliatario, secondo quanto affermato dal giudice di primo grado, sul rilievo che con la procura a margine dell’atto di citazione era stata conferita la rappresentanza processuale a entrambi gli avvocati e che l’avvocato in questione aveva partecipato direttamente a numerose udienze e aveva sottoscritto, insieme al codifensore la comparsa conclusionale e l’atto di precetto conseguente alla sentenza di condanna.
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La conduttrice ritiene di avere un credito nei confronti del locatario per lavori di riparazione dell’appartamento
07-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Non può trattenersi i soldi del canone di affitto
Non è mai consentito al conduttore autoridursi il canone per pretesi controcrediti, come da giurisprudenza consolidata, costituendo tale sua condotta un’alterazione del sinallagma contrattuale che determina uno squilibrio tra le prestazioni delle parti. E’ il principio ribadito dalla Cassazione con la Sentenza n. 6850/2012. Il caso in esame riguarda la conduttrice di un appartamento che, asserendo di aver anticipato somme per lavori urgenti di riparazione e, quindi di avere un credito nei confronti del locatore, si tratteneva le somme dovute per il canoni di affitto. La Corte di Appello di Roma, in conferma della pronuncia del Tribunale, rigettava l’ appello della conduttrice avverso la sentenza del Tribunale capitolino, con cui era stato dichiarato risolto il contratto di locazione intercorso tra le parti per mora della conduttrice. Avverso tale sentenza, la conduttrice ha promosso ricorso per Cassazione, ma la Suprema Corte ha rigettato il ricorso.
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Uso più intenso del vano d’ingresso da parte dei proprietari dell’appartamento sito al piano terra
04-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Non è sufficiente a mutare il compossesso
In tema di compossesso il godimento esclusivo della cosa comune da parte di uno dei compossessori non è, di per sé, idoneo a far ritenere lo stato di fatto così determinatosi funzionale all’esercizio del possesso “ad usucapionem”, risultando necessario, a tali fini, la manifestazione di un dominio esclusivo sulla cosa comune da parte dell’interessato attraverso una attività durevole, apertamente contrastante e inoppugnabilmente incompatibile con il possesso altrui. E’ il principio ribadito dalla Cassazione con la Sentenza n. 6775/2012. Il caso in esame riguarda le solite liti condominiali. I possessori di un appartamento sito al primo piano di uno stabile condominiale convengono in giudizio i proprietari dell’appartamento dito al piano terra chiedendo che fosse disposta la cessazione delle turbative sulla porzione immobiliare costituita dal vano ingresso dell’edificio e dichiararsi il suddetto vano comune alle rispettive proprietà.
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Revocatoria fallimentare
04-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
Può essere revocato il pagamento effettuato dal terzo
L’accollo così detto non allo scoperto, che sussiste allorché l’accollante è obbligato verso il debitore e il suo pagamento in favore del creditore vale perciò a estinguere sia la propria obbligazione verso il debitore sia quella di quest’ultimo verso il creditore, rientra, per tale caratteristica, tra i possibili modi di pagamento del terzo oggettivamente revocabili. La rivalsa del terzo accollante si realizza in tal caso mediante l’estinzione del suo debito nei confronti del debitore accollato. Così la Cassazione con la Sentenza n. 6795/2012.
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