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articoli e pubblicazioni diritto amministrativo

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Ammonimento

09-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Diritto di accesso agli atti del procedimento

 

Un uomo ha promosso ricorso innanzi al Tar dell’Emilia Romagna avverso il provvedimento con cui la Questura di Bologna gli ha negato la possibilità di accedere, prendendone visione e estraendone copia, ai documenti relativi al procedimento conclusosi con l’ammonimento adottato nei suoi confronti dalla Questura di Bologna su richiesta di una donna. Con la Sentenza n. 294/2012, il Tar ha accolto il ricorso. L’interessato ha rivolto formale istanza di accesso all’amministrazione, ma questa ha opposto diniego, motivandolo sulla base del divieto che sarebbe imposto dall’art. 3 delD.M. n. 414/1994.

 

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Trattenimento in servizio oltre l’età pensionabile

02-05-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

E’ possibile ma non è un diritto

 

 

Il decreto legge n. 112/2008 ha mutato la disciplina previgente con riferimento al trattenimento in servizio oltre i limiti dell’età pensionabile. Infatti, l’art. 72 del decreto citato, al comma 7, stabilisce che all’articolo 16 comma 1 del decreto legislativo n. 503/1992, , e successive modificazioni, dopo il primo periodo sono aggiunti i seguenti: «In tal caso e’ data facoltà all’amministrazione, in base alle proprie esigenze organizzative e funzionali, di accogliere la richiesta in relazione alla particolare esperienza professionale acquisita dal richiedente in determinati o specifici ambiti e in funzione dell’efficiente andamento dei servizi. La domanda di trattenimento va presentata all’amministrazione di appartenenza dai ventiquattro ai dodici mesi precedenti il compimento del limite di età per il collocamento a riposo previsto dal proprio ordinamento. Dalla norma si comprende che la permanenza in servizio, nella pubblica Amministrazione, non è un diritto del soggetto che intende rimanere in servizio, ma una facoltà che è concessa dall’Amministrazione in base alle proprie esigenze organizzative e funzionali.

 

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Escluso dalle prove orali del concorso per il notariato

27-04-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net

 

Vuole fare il notaio ma gli elaborati scritti dimostrano che non conosce la grammatica la sintassi e la dottrina

Dalla lettura dei tre elaborati la Commissione ha rilevato numerosi e gravi errori di sintassi, punteggiatura e di ortografia; questi ultimi presenti soprattutto nell’atto mortis causa e nell’atto inter vivos. A tale grave insufficienza, che secondo i criteri stabiliti dalla Commissione già comporterebbe il giudizio di non idoneità del candidato, si aggiunge la pochezza delle parti teoriche, che sono tutte assai schematiche nonché insufficienti rispetto alla trattazione degli argomenti richiesti. Infine non può sottacersi la presenza di errori in diritto, in particolare nella parte motivazionale dell’atto societario, laddove il candidato parla, con riguardo all’aumento di capitale sociale ex art. 2348 c.c., di capitale ‘interamente deliberato’ anziché di azioni liberate”. Sulla base di tale giudizio, un aspirante notaio viene escluso dall’ammissione alle prove orali.

 

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Oltre 5 chili di troppo

24-04-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net

 

Nell’Arma non si entra

 

 

Inidonea per l’accesso all’Arma dei Carabinieri una recluta, stavolta non si tratta di tatuaggi, ma del peso corporeo. All’esito di una verifica in merito al mantenimento dei requisiti psico-fisici, operata nell’ambito di una procedura di selezione per l’accesso all’Arma, riservata alle reclute dell’Esercito, una recluta veniva dichiarata inidonea e, quindi esclusa, in quanto affetta da “disarmonia somatica per alterazione dei parametri volumetrici”. La locuzione altro non vuol dire se non sovrappeso. La recluta ha promosso inutilmente ricorso al Tar del Lazio e, altrettanto inutilmente appello al Consilio di Stato, che, con la Sentenza n. 2427/2012, ha rigettato l’appello. Il Consiglio si è richiamato alla normativa in materia, decreti ministeriali successive direttive tecniche.

 

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Trovate armi in casa del collaboratore di giustizia

24-04-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net

 

Stop al programma di protezione

 

Una condotta incompatibile con lo status di collaboratore e comportamenti sintomatici di continuazione delle precedenti condotte criminali, vanificano le finalità stesse della protezione e la caratterizzazione funzionale del programma. Principio ribadito dal Consiglio di Stato con la Sentenza n. 2415/2012. Il caso. A seguito di una perquisizione, nella casa protetta di un collaboratore di giustizia vengono rinvenute armi e della refurtiva. il Ministero dell’Interno revoca il piano provvisorio di protezione nei confronti dello stesso e dei familiari. Avverso tale revoca, il collaboratore promuove ricorso innanzi al Tar del Lazio. Ma, il Tar rigetta il ricorso.

 

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Il proprietario di un terreno si trova lo stesso declassato

20-04-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net

 

Il catasto aggiorna d’ufficio le classificazioni dei terreni agricoli sulla base dei dati forniti dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura

 

Il proprietario di terreni a uso agricolo nel territorio, assume di avere appreso, per mera casualità, che uno dei terreni di sua proprietà era stato oggetto di provvedimento di variazione da parte dell’Agenzia del Territorio di Cuneo, venendo declassato da seminativo irriguo di prima classe a seminativo di terza classe. Poiché tale declassamento comportava un notevole deprezzamento del terreno e non avendo avuto alcuna parte nel procedimento, il proprietario formulava all’Agenzia del Territorio istanza di accesso agli atti relativi al procedimento con cui tale terreno era stato declassato d’ufficio, specificamente chiedeva “copia dell’istanza o del provvedimento a seguito del quale era stato disposto il declassamento del terreno e copia del provvedimento con cui era stata accolta l’istanza o il provvedimento di cui sopra.

 

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Personale militare trasferimento d’ Ufficio

18-04-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Si all’indennità di trasferimento ma la nuova sede deve superare la distanza di 10 km dalla precedente

Un appuntato scelto in servizio permanente, con ricorso promosso innanzi Tar della Sardegna, fa presente di essere stato trasferito per servizio dalla stazione dei Carabinieri del Comune di Luras a quella del Comune di Tempio Pausania con determinazione del Comandante della Regione Carabinieri Sardegna. In particolare il trasferimento era stato disposto in quanto era urgente e indifferibile la copertura del posto di Tempio, vi era un posto esuberante a Luras e il dipendente aveva manifestato la propria disponibilità a tale passaggio. Il dipendente, sulla base del fatto che le due sedi si trovavano in due diversi comuni, chiedeva il riconoscimento della indennità di trasferimento ai sensi dell’art. 1 della legge n. 86/2001 per i 24 mesi successivi al trasferimento.

 

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Rimessione in termini per errore scusabile

17-04-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

No se il destinatario dell’atto è un soggetto qualificato

 

Una società promuove appello al Consiglio di Stato, avverso la pronuncia con cui il Tar per il Lazio ha dichiarato irricevibile, perché proposto oltre il termine di decadenza, il ricorso proposto dalla società appellante per l’annullamento della deliberazione consiliare dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, con cui è stata disposta la revoca dell’attestazione rilasciata alla società appellante dalla società di attestazione. La società appellante contesta la dichiarazione di irricevibilità, lamentando la mancata concessione della rimessione in termini per errore scusabile a seguito della mancata indicazione, in seno al provvedimento impugnato, dei termini per la proposizione del gravame e dell’autorità giurisdizionale cui rivolgersi.

 

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Aiuti alle imprese del settore saccarifero

12-04-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Deciderà la Corte Europea sulle questioni pregiudiziali interpretative delle disposizioni comunitarie che prevedono aiuti alle imprese del settore saccarifero

 

Un’impresa italiana operante nel settore saccarifero ha aderito al piano comunitario di ristrutturazione dell’industria dello zucchero, presentando al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali domanda di concessione per l’aiuto integrale, corredata dal piano di ristrutturazione degli stabilimenti interessati prevedente lo smantellamento di tutti gli impianti legati alla linea produttiva, con il mantenimento di taluni silos di stoccaggio a lungo termine e gli impianti di confezionamento, in quanto utilizzati non per la produzione dello zucchero, bensì per le attività di confezionamento e commercializzazione dello zucchero prodotto in altri stabilimenti o da altre imprese.

 

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Finanziere assolto in un processo penale

04-04-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

No al rimborso delle spese legali sostenute

 

Un militare della Guardia di Finanza è accusato di occultamento o distruzione di atti pubblici e truffa, ma viene assolto con formula piena “perché il fatto non sussiste”. Pertanto, il militare chiede il rimborso delle spese legali sostenute ex art. 18 della legge n. 135/1997. Ma il rimborso gli viene negato. Di qui il ricorso al Tar. La norma richiamata prevede che le spese legali relative a giudizi per responsabilità civile, penale e amministrativa, promossi nei confronti di dipendenti di amministrazioni statali in conseguenza di fatti e atti connessi con l’espletamento del servizio o con l’assolvimento di obblighi istituzionali e conclusi con sentenza o provvedimento che escluda la loro responsabilità, sono rimborsate dalle amministrazioni di appartenenza nei limiti riconosciuti congrui dall’Avvocatura dello Stato, le amministrazioni interessate, sentita l’Avvocatura dello Stato, possono concedere anticipazioni del rimborso, salva la ripetizione nel caso di sentenza definitiva che accerti la responsabilità.

 

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Atti di “bullismo”

27-03-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Minore allontanato dalla scuola

 

 

Uno studente, in occasione di un consiglio di classe si  rende protagonista di un episodio di aggressività verbale nei riguardi dell’insegnante di lingua inglese e la stessa insegnante sollecita l’adozione di idonee misure per tutelare la sua incolumità. Il Dirigente scolastico, assimilava il comportamento del minore a quanto segnalato a tutti i Dirigenti scolastici dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone. Infatti, la Procura della Repubblica, con propria circolare avente a oggetto “comportamenti violenti di giovani studenti nell’ambito scolastico”, sensibilizzava, il proprio coinvolgimento, nelle ipotesi in cui i Dirigenti scolastici avessero avuto notizia di reiterati episodi di “bullismo” presso le scuole dirette dagli stessi.

 

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Cantonieri delle strade provinciali chiedono di poter elevare le contravvenzioni al codice della strada

22-03-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Non è sufficiente l’attestato rilasciato all’esito del corso qualificante tenuto dalla Scuola regionale di Polizia municipale di Benevento

Cantonieri e capo cantonieri, con ricorso al Tar della Campania, chiedono il riconoscimento del diritto all’espletamento di specifici servizi di polizia stradale e chiedono, di conseguenza, la consegna dei blocchetti per l’elevazione delle contravvenzioni per le violazioni delle norme del codice della strada. Questa è davvero nuova. I suddetti ritengono che, a seguito della partecipazione a un corso qualificante, con ottenimento di regolare attestato, tenuto dalla Scuola regionale di Polizia municipale di Benevento, hanno acquisito il diritto di elevare multe, insomma da cantonieri a poliziotti.

 

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Retribuzione per mansioni superiori

13-03-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Il diritto alla retribuzione spetta quando le mansioni sono svolte per oltre sei mesi e a condizione che siano continue e prevalenti

Un medico è stato assunto in ruolo presso una Azienda Sanitaria e inquadrato quale assistente medico a tempo pieno. A seguito della soppressione dell’Azienda, dove prestava servizio, il medico è, quindi, transitato alle dipendenze dell’azienda Azienda Sanitaria di Modena, con qualifica di dirigente medico. Con delibera dell’Assemblea generale L’Azienda aveva individuato in via temporanea alcuni servizi operativi cui affidare compiti di assistenza sanitaria, attribuendo incarico al medico di direzione del servizio di igiene pubblica, con specificazione del carattere temporaneo dell’incarico, fino alla copertura definitiva dei posti che sarebbero stati previsti nelle piante organiche dei rispettivi servizi.

 

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Il Comune dopo anni annulla in autotutela una concessione edilizia già rilasciata

07-03-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net

 

Annullamento illegittimo se non è supportato da adeguata motivazione

Un cittadino chiede e ottiene una concessione edilizia. Poi, dopo un lasso di tempo di anni, il Comune annulla la concessione e impone la demolizione delle opere realizzate. Pare che tra tali opere e il manufatto del confinante non sia rispettata la distanza legale di metri 10. Avverso il provvedimento di annullamento della concessione edilizia, nonché del provvedimento di demolizione, il cittadino promuove ricorso al Tar del Lazio. Con la Sentenza n. 1130/2012, il Tar accoglie il ricorso. L’annullamento in autotutela della concessione edilizia e il provvedimento con cui si impone la demolizione delle opere già realizzate non sono legittimi.

 

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Concessione edilizia per l’ampliamento di un balcone di un edificio condominiale

01-03-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Va rilasciata sulla scorta dalla delibera dell’assemblea condominiale

 

La richiesta della concessione edilizia da parte del proprietario di un appartamento sul cui devono essere eseguiti dei lavori , deve essere corredata dell’autorizzazione dell’assemblea del condominio tutte le volte in cui le opere incidono sulle parti comuni dell’edificio condominiale quale la facciata dell’edificio. Principio ribadito dal Tar della Sardegna, con la Sentenza n. 207/2012, resa in forma semplificata, in occasione del ricorso promosso da alcuni inquilini di uno stabile condominiale, avverso l’autorizzazione edilizia, concessa dal Comune di S. Teresa di Gallura, nonché dell’autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici Paesaggistici Storici Artistici di Sassari, rilasciate a una società immobiliare per l’ampliamento di un balcone, sito in uno stabile condominiale.

 

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Vanta un credito nei confronti del Comune

22-02-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

I termini per il ricorso di ottemperanza al pari di quelli per ricorsi che si trattano in camera di consiglio sono dimezzati

 

Vittorioso nel giudizio con cui ha chiesto, con ricorso al giudice del Tribunale di Velletri l’accertamento di un credito vantato nei confronti del Comune di Ciampino di € 27.256,47 quale saldo finale dei compensi spettanti per attività professionali a favore del suddetto Comune, Il Tribunale, con decreto ingiuntivo, dichiarato esecutivo, ha riconosciuto a favore della parte ricorrente e a carico del Comune di Ciampino il credito di € 27.256,47 oltre gli interessi legali richiesti, liquidando nel contempo € 201,00 per spese, € 400,00 per competenze e € 350,00 per onorari oltre IVA e CAP.

 

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Ammonimento per stalking

21-02-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Illegittimo se non sono rispettate le regole della partecipazione al procedimento del destinatario del provvedimento

La legge n. 38/2009, di conversione del decreto legge n. 11/2009 “Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori, all’art. 8 “Ammonimento” stabilisce che : 1. Fino a quando non e’ proposta querela per il reato di cui all’articolo 612-bis del codice penale, introdotto dall’articolo 7, la persona offesa può esporre i fatti all’autorità di pubblica sicurezza avanzando richiesta al questore di ammonimento nei confronti dell’autore della condotta. La richiesta e’ trasmessa senza ritardo al questore. 2. Il questore, assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti, ove ritenga fondata l’istanza, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti e’ stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e redigendo processo verbale. Copia del processo verbale è rilasciata al richiedente l’ammonimento e al soggetto ammonito. Il questore valuta l’eventuale adozione di provvedimenti in materia di armi e munizioni.

 

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Profilo di “validità dubbia”

15-02-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Carneade … chi era costui ?

 

 

Escluso dal concorso per il reclutamento di 1548 allievi carabinieri in ferma quadriennale, riservato ai volontari delle Forze Armate in ferma prefissata di un anno ovvero in rafferma annuale, in servizio o in congedo. Promuove ricorso al Tar del Lazio impugnando l’esclusione. Con la Sentenza n. 1567/2012, il Tar rigetta il ricorso, con sentenza in forma semplificata. C’è poco da discutere. Il Tar prende per buone le conclusioni degli accertamenti endoprocedimentali, perito selettore, psicologo colloquiatore, che sono risultate sostanzialmente e obiettivamente concordanti.

 

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Diritto di accesso agli atti

10-02-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

Può anche mancare l’oggetto della richiesta ma non sempre la domanda si rivela inammissibile

 

 

Ai sensi delle disposizioni di cui all’art. 22 e ss della legge n. 241 del 1990 la richiesta di esercizio dell’accesso può avere a oggetto i documenti amministrativi formati e detenuti da un soggetto della pubblica amministrazione e presuppone nel richiedente un situazione giuridicamente rilevante a ottenere l’ostensione di tali documenti. Secondo un consolidato indirizzo giurisprudenziale, la situazione sottesa alla domanda di accesso si configura quale un vero e proprio diritto soggettivo meritevole di tutela tutte le volte che la conoscenza degli atti oggetto della formulata richiesta, fatta eccezione per gli atti normativamente sottratti all’accesso, è strumentale all’esercizio di difesa dei propri interessi in sede giurisdizionale e/o in altra sede e si rivela rilevante ai fini del conseguimento da parte dell’interessato di un bene della vita. Ribadito di nuovo dal Consiglio di Stato, con la Sentenza n. 690/2012, il diritto del cittadino a prendere visione di atti che siano strumentali al proprio diritto di difesa.

 

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Non ammissione alle prove orali dell’esame per l’esercizio della professione di avvocato

07-02-2012 di Anna Teresa Paciotti annateresapaciotti@studiolegalelaw.net
 

La Commissione non è tenuta a annotare chiarimenti in merito agli errori o le inesattezze giuridiche rilevati negli elaborati scritti

 

Vince al Tar, ma perde in sede di appello, innanzi al Consiglio di Stato, una aspirante dell’esercizio della professione forense non ammessa a sostenere le prove orali dell’esame per l’abilitazione. Con ricorso al Tar della Calabria, la candidata aveva chiesto l’annullamento della decisione con cui la stessa non era stata ammessa a sostenere le prove orali dell’esame per l’esercizio della professione di avvocato e del verbale della seduta con cui gli elaborati della stessa erano stati ritenuti non idonei ai fini dell’ammissione alla prova orale, nonché di tutti gli altri verbali della Commissione se e in quanto lesivi della propria posizione. La ricorrente chiedeva anche l’annullamento del procedimento seguito per la correzione dei compiti e di ogni altro atto e provvedimento connesso, collegato, presupposto, precedente e conseguenziale. La candidata aveva dedotto le doglianze di violazione di legge e eccesso di potere e lamentava, tra l’altro, la inesattezza del giudizio espresso dalla Commissione sui compiti dell’appellata e la insufficienza del tempo impiegato dalla Commissione per correggere i compiti, a testimonianza dell’assoluta superfluità del giudizio espresso.

 

News - 15 / 05 / 2012

Il medico fa un certificato di proroga della prognosi sulla base di una telefonata della paziente

 

Si configura il reato di falso in atto pubblico

 

Un medico visita una paziente, poi, a distanza di quattro giorni dalla visita, la paziente con una telefonata chiede al medico di prorogare la prognosi e il medico acconsente senza peraltro procedere a nuova visita. Il medico viene accusato del reato previsto dall’art. 480 cod. pen. “Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati o in autorizzazioni amministrative” e la paziente del reato di cui all’art. 489 cod. pen “Uso di atto falso”. La Corte di Appello di Milano ribalta la pronuncia di primo grado, che aveva assolto entrambi gli imputati rispettivamente per difetto dell’elemento soggettivo e per insufficienza della prova di colpevolezza. Entrambi gli imputati hanno promosso ricorso per Cassazione, ma, con la Sentenza n. 18687/2012, la Corte ha rigettato ambedue i ricorsi.

Dimesso dal reparto di psichiatria dell’ospedale torna a casa e uccide la madre

 

Nessuna responsabilità dei sanitari

 

Due medici sono imputati di concorso in omissione in atti del proprio ufficio, per avere, l’uno, quale dirigente di servizio di diagnosi e cura e, l’altro, quale dirigente medico di un ospedale, indebitamente rifiutato un atto del proprio ufficio consistito nell’avere omesso di procrastinare il ricovero di un paziente, nonostante le sollecitazioni dei genitori, i quali avevano a segnalare la pericolosità del figlio, che già in una occasione aveva aggredito la madre. L’evento di pericolo poi si verica con l’omicidio della madre commesso dal figlio dopo le dimissioni dall’ospedale. I

Reato di bancarotta

 

E’ bancarotta documentale semplice se la tenuta delle scritture contabili è stata affidata a un professionista inadempiente

La mancata tenuta delle scritture contabili o la loro tenuta irregolare, ove non sia provato il dolo richiesto dall’articolo 216 della legge fallimentare, non può che configurare la più lieve fattispecie di cui all’articolo 217, ovvero bancarotta semplice. In particolare, l’affidamento a soggetti estranei all’amministrazione dell’azienda della tenuta delle scritture e dei libri contabili, laddove appunto non sia dimostrato il dolo “qualificato” di cui all’art. 216, che non può essere presunto, non può che rilevare a titolo di colpa, sotto il profilo o della scelta inadeguata del professionista incaricato, o del mancato controllo. Così la Cassazione con la Sentenza n. 18697/2012.

Sanzione dell’avvertimento nei confronti di due avvocati

 

Hanno usato espressioni sconvenienti nei confronti di una collega

 

Innanzi al Tribunale di Padova si svolge un giudizio, instaurato da una avvocato, per la modifica delle condizioni di separazione personale nei confronti dalla moglie. I due avvocati difensori della moglie si lasciano andare all’uso di un’espressione “infelice” nei confronti di una collega, non parte in causa nel giudizio, definendola “amante” dell’avvocato ricorrente. Per tale motivo, ai due avvocati viene inflitta, dal Consiglio dell’Ordine, la sanzione dell’avvertimento, per violazione dei doveri di lealtà e correttezza nonché di quello relativo al divieto di espressioni sconvenienti e offensive contro un collega. La sanzione è confermata dal Consiglio Nazionale Forense.

Licenziamento per crisi aziendale

 

A carico del lavoratore la prova del repèchage

 

Nella giurisprudenza di legittimità è consolidato il principio secondo il quale in tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo determinato da ragioni tecniche, organizzative e produttive, compete al giudice, che non può, invece, sindacare la scelta dei criteri di gestione dell’impresa, espressione della libertà di iniziativa economica tutelata dall’art. 41 Cost., il controllo in ordine all’effettiva sussistenza del motivo addotto dal datore di lavoro, in ordine al quale il datore di lavoro ha l’onere di provare, anche mediante elementi presuntivi e indiziari, l’impossibilità di una diversa utilizzazione del lavoratore in mansioni diverse da quelle precedentemente svolte, tale prova, tuttavia, non deve essere intesa in modo rigido, dovendosi esigere dallo stesso lavoratore che impugni il licenziamento una collaborazione nell’accertamento di un possibile “repèchage”, mediante l’allegazione dell’esistenza di altri posti di lavoro nei quali egli poteva essere utilmente ricollocato e conseguendo a tale allegazione l’onere del datore di lavoro di provare la non utilizzabilità nei posti predetti.

Risarcimento del danno da incidente stradale

 

Termini di prescrizione

 

Nel caso in cui l’illecito civile sia considerato dalla legge quale reato, ma il giudizio penale non sia stato promosso, anche se per mancata presentazione della querela, l’eventuale, più lunga prescrizione prevista per il reato, si applica anche all’azione di risarcimento, a condizione che il giudice civile accerti, incidenter tantum, e con gli strumenti probatori e i criteri propri del procedimento civile, la sussistenza di una fattispecie che integri gli estremi di un fatto - reato in tutti i suoi elementi costitutivi, soggettivi e oggettivi e la prescrizione stessa decorre dalla data del fatto, stante che la chiara lettera dell’art. 2947, c. 3, c.c., a tenore della quale se il fatto è considerato dalla legge come reato, e per il reato è stabilita una prescrizione più lunga, questa si applica anche all’azione civile, ciò non consente la diversa interpretazione, secondo cui tale maggiore termine sia da porre in relazione con la procedibilità del reato.

Responsabilità medica

 

Nessuna responsabilità se la paziente non ha osservato le prescrizioni mediche non assumendo i medicinali

 

I congiunti di una donna deceduta convenivano in giudizio, innanzi al Tribunale di Milano una Azienda sanitaria per sentirla dichiarare responsabile, a titolo contrattuale o extracontrattuale, per il decesso della congiunta avvenuto dopo due visite domiciliari della guardia medica, nelle persone di due dottori che, ad avviso dei ricorrenti, avevano sottovalutato le gravi condizioni della paziente, senza provvedere al ricovero ospedaliero. La paziente decedeva il giorno successivo alla seconda visita per complicazioni respiratorie da infezione polmonare.